SUL BEL TEMPO CHE FU'

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: Circolo Clemente Graziani

  Gli emigrati, les émigrés, furono nel 1792 quei nobili francesi che fuggirono in Inghilterra o in Germania per scansare la ghigliottina; e lì, generalmente, passavano il tempo a litigare fra loro su chi poteva vantare più illustri antenati; chi aveva diritto alla carica di siniscalco o di ciambellano di corte; chi era più parente e più amico del re; e quando il re finì anche lui decapitato, sopra le complicate questioni dell’eredità del trono. Il quale trono e la quale corte non esistevano più, e se vent’anni dopo tornarono alla luce, non fu certo per le aristocratiche chiacchiere degli emigrati. Lo stesso per quella categoria ancor più patetica che furono gli emigrati russi verso il 1930, i quali  facevano i camerieri e tassisti a Parigi e a Roma, però continuavano a chiamarsi granduca o conte, e cercavano fanciulle mezze matte con la faccia di Anastasia. Ecco, un poco o tanto siamo emigrati in patria, noi postfascisti .


 Questa è la realtà: nell’ambiente che per intenderci chiamiamo fascista (ma temo che anche questo sia ormai messo in discussione) vivono o vivacchiano le seguenti realtà, o, spesso, solamente sigle:


  • Alleanza Nazionale che non esiste più e si è fatta amalgamare in quel grande frullatore di menti che è il PDL, che, comunque, è ormai lontana non solo e non tanto dalla dottrina fascista, quanto dalla nostra visione della vita e del mondo e dal nostro stile: una specie di parenti poveri dei conservatori inglesi, di cui portano le cravatte senza averne i soldi!

  • Futuro e Libertà che è uscito dalla finestra,del PDL, e per il quale vale quanto detto per Alleanza Nazionale

  • Ambiente tradizionalista cattolico, che troppo spesso confonde la revisione storiografica con l’azione politica; ed è frantumato in ambientini quasi sempre divisi da odio… teologale;

  • Fiamma Tricolore, che ha iscritti e posizioni , ma  il cui il tasso di litigiosità interna è troppo più alto di quello del lavoro politico;

  • Forza Nuova, con un suo piccolo ambiente e delle potenzialità, ma troppo limitata nelle tematiche e priva di un progetto globale;

  • La Destra di Storace che vuole fare da portatore di voti degli “ scontenti “ di AN e FLI al PDL

  • Gruppi e gruppetti, morti subito dopo il battesimo o sopravviventi sulla carta.

  • Gruppi telematici che hanno sostituito con gli e-mail la vecchia logorrea missina delle per fortuna rare riunioni di direzione provinciale;

  • Machiavellici della domenica entrati nel PDL e simili “per conquistarli dall’interno”: e diventati, com’era inevitabile, il peggio dei peggiori democristiani:

  • Eccetera.

 È ovvio che tutte queste sigle, e le loro slegate attività, e i loro sporadici successi e brevi momenti di gloria seguiti da lunghi letarghi, intanto impediscono qualsiasi coordinamento per finalità pratiche; e, quel che è più grave, favoriscono la confusione ideale e di idee.


 Sicché manca a “destra” qualcosa che faccia da collante, da lievito e propugni nei modi opportuni analisi e soluzioni di cui (è bene ricordarlo, ogni tanto) sono incapaci e il morto mondo marxista e il crisaiolo capitalismo.


Insomma,  attualmente, non contiamo niente, e il mondo si fa un compiaciuto dovere di non nominarci nemmeno. E invece, messi assieme e compresi i solitari e gli sprovveduti che votano ancora AN, saremmo alcuni milioni; e di questi, una percentuale altissima di potenziali attivisti, sia pure ciascuno per la sua parte e per quello che può; e con una sorprendente presenza negli ambienti giovanili che i partiti ufficiali non si sognano nemmeno. Sta a vedersi se vogliamo lasciare che questa potenzialità si estingua per vecchiaia, o si può fare qualcosa. Io suppongo, o almeno spero di sì, e su due piani: creare le Comunità e fare Formazione.


 Il vuoto culturale dell’Occidente è torricelliano. Per mezzo secolo la sua fede ufficiosa è stata di sinistra, in versione marxiana o socialdemocratica, mentre il capitalismo si preoccupava sì di far soldi e potere, ma non di giustificarli con un’idea. Quando ne è stato costretto, ha riesumato in fretta e furia il liberismo del XVIII secolo, per altro in una veste rozza e superficiale. Quel poco che rimane di sinistra si va inventando terze vie che sono la supina accettazione del liberismo corretta con un tantino di assistenzialismo pietistico. Entrambe le analisi sono carenti e vecchie, mentre manca ogni progetto globale di interpretazione e governo della postmodernità e del postindustriale.


Ma c’è un solo modo di gestire la modernità: quello dello studio, della preparazione e della formazione.

 In concreto, è urgente recuperare tutti les émigrés di tutti i gruppi e gruppetti e quelli senza gruppi, e tentare di unificarli. Un’impresa da niente, vero?


 Come? Dalle nostre parti l’unico metodo utile e possibile è una veloce e severa ricostituzione della gerarchia dei valori e delle menti.

Il progetto va elaborato da un Laboratorio Politico, poi trasformato in programma ed infine si creerà un Movimento che si occupi dell’attuazione del programma.


Un Laboratorio che, poggiandosi sulla sua Forma chiara, si dia una nuova estetica, non si faccia catalogare politicamente e che intenda la politica come funzione di servizio verso il Popolo. Che abbandoni le ideologie, una volta per tutte e per sempre, nella pattumiera della storia, e che elabori Idee. Nè antifascisti, nè anticomunisti ma uomini liberi con la ferma volontà che il nemico principale è il liberal capitalismo.


Dove può essere trovato il consenso? Nelle torme di disoccupati, tra i giovani laureati senza speranza e tra i loro genitori che si sono affamati per laurearli, tra i disgustati dei saltafossi e voltagabbana, tra gli Italiani onesti, che si spera non si siano ancora del tutto estinti.


 È una proposta che forse merita una replica; e chi ne ha di migliori, le affacci. Purché non siano di continuare a perdere tempo in piccole inutili liti e far la fine degli emigranti: i quali videro sì tornare sul trono il re, ma era un altro e poteva fare a meno di loro.

 

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A
<br /> <br /> Tutto giusto ma più di ideologie faccio riferimento ad idee-prassi per ritrovarci negli stessi intendi.<br /> <br /> <br /> La strada, la stessa strada già ci è stata tracciata cè solo da percorrerla.<br /> <br /> <br /> Sia sul versante della RSI sia quella di alcuni partigiani.<br /> <br /> <br /> Questo si che sarebbe capace di ritrovarci e di rompere l'attuale sistema liberale-liberista.<br /> <br /> <br /> FASCISMO E ANTIFASCISMO PER UNA NUOVA COSTITUZIONE<br /> <br /> <br /> http://www.unitiperlitalia.it/pagina.asp?p=Attivita&IdAttivita=180<br /> <br /> <br />  <br /> <br /> <br /> <br />
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