Ricordando mio Padre, Paolo Signorelli
Nell'anniversario della nascita di Paolo Signorelli,
sua figlia Silvia lo ricorda per come era
e per come dovrà essere ricordato.
Cari amici mi trovo a scrivere per ricordare un grande uomo, mio padre Paolo Signorelli.
Un uomo che ha pagato sulla sua pelle la sua onestà intellettuale e la sua integrità umana e politica.
Papà non era un uomo che potesse essere etichettato come fascista o neofascista, come nazista o come nazionalsocialista, era un uomo libero, un ribelle un viandante alla continua ricerca della purezza interiore ed estetica. Un uomo che mi ha insegnato a credere profondamente, a pensare in modo autonomo ed a valorizzare la nostra comunità. Una comunità che disprezza e rifiuta le etichette, che è oltre le ideologie e che rivendica la propria indipendenza culturale.
Chiedo di rispettare sia il nome di mio padre che la sua gente e di non rinchiuderlo ancora, come hanno tentato di fare magistrati e politici, in un recinto ideologico, quindi di non usare il suo nome nei vari blog o associazioni politiche al di fuori del Laboratorio Politico Forza Uomo, che Lui ideò e diresse. E che voleva continuasse come testimonianza delle sue idee di libertà ed anticonformismo.
Silvia Signorelli
