La pista anarchica tra bombe vere e false

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: RINASCITA

di: Giuseppe Spezzaferro

 

Tocca preoccuparsi? E’ una rediviva stagione delle bombe? A sentire l’ineffabile ministro degli Esteri c’è da precipitare nell’angoscia più nera. Franco Frattini ha inviato, infatti, alle nostre sedi diplomatiche all'estero un messaggio che invita a “una particolare cautela”, aggiungendo che “recentemente   abbiamo rafforzato le sedi considerate più a rischio”. Meno male che ha pure detto che “dobbiamo verificare di cosa si tratti” confermando una volta di più che come ministro non è un granché.


A Roma i fatti, fino a questo momento, sono stati: un ordigno senza innesco ritrovato alla fermata metro di Rebibbia; due allarmi bomba lanciati con telefonate anonime in luoghi dove si svolgevano dei concorsi; due ordigni esplosi nelle ambasciate di Svizzera e Cile; falsi allarmi all’ambasciata ucraina e all'ambasciata slovena.


Si è parlato nei giorni scorsi di violenti anarchici greci infiltrati nei cortei studenteschi e perciò è diventata subito probabile la pista anarchica. Se la cosa, nonostante gli allarmismi diffusi, finirà qui, cioè nella caccia all’ellenico bombarolo, scacceremo felici i fantasmi di un periodo nel quale hanno infuriato i cosiddetti opposti estremismi e lo stragismo. Anche allora si cominciò con una pista anarchica... perciò il vecchio cronista consiglia la massima vigilanza soprattutto a gruppi e movimenti che si pongono in alternativa all’attuale sistema di potere. Attenti alle provocazioni, dunque.


E torniamo ai fatti.


1) Il marchingegno fatto apposta per non esplodere ritrovato il 21 alla stazione di Rebibbia non si sa chi l’abbia messo. 2) Le segnalazioni di ieri fatte a proposito di una bomba in via del Tempio di Giove e di un’altra a Piazza Marconi si sono entrambe rivelate fasulle. Gli anonimi volevano bloccare due concorsi capitolini in 
svolgimento a quegli indirizzi. 3) All’Ambasciata svizzera un addetto alla posta è stato ferito mentre apriva un pacco; nessuna rivendicazione. 4) All’Ambasciata del Cile è esploso un pacco bomba ferendo una persona; nessuna rivendicazione. 5) Allarmi in altre ambasciate (ucraina e slovena) rivelatisi infondati.

Siamo a  Natale e di pacchi regalo ne vengono recapitati a migliaia, soprattutto ai vip (le ambasciate sono sedi vip per eccellenza) e perciò è impossibile contenere la psicosi dell’attentato.
E il sindaco Alemanno ha voluto dire la sua: “Questa è una vicenda che per quello che ci appare non ha nulla a che vedere con il contesto romano”. E forse stavolta ha ragione. O meglio: facciamo voti perché abbia ragione. L’assenza di rivendicazioni è sempre un elemento sospetto. A cosa serve un attentato se poi non lo puoi rivendicare? A meno che – e torniamo al... rumor di bombe – non serve a fare casino per spianare la strada a qualcos’altro.


Il mese scorso sono stati 14 i pacchi bomba inviati a otto   ambasciate ad Atene, alla Corte di Giustizia dell'Aja, a Europol e ad alcuni leader europei. La pista? Anarco-insurrezionalista. Le indagini sono in corso. In campana.

 

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