Incendio in Asia centrale

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

Da: CONTROINFORMAZIONE

Kirghizistan, nuovi disordini

Nuovi scontri nel sud del Kirghizistan, mentre sale a 117 morti e 1.485 feriti il bilancio delle violenze a Osh e Jalal-Abad. «Ci sono ancora scontri in alcuni luoghi, non abbiamo abbastanza forze per contrastare i gruppi armati che spuntano da una parte all’altra» ha ammesso il vice del governo provvisorio e ministro delle Finanze, Temir Sariev, precisando però che la situazione è «meno difficile» dei giorni scorsi. Il ministero della Salute ha aggiornato al rialzo il bilancio di tre giorni di scontri tra kirghizi e minoranza uzbeka: i morti sono 117, 1.485 i feriti, 779 dei quali ricoverati in ospedale.

60MILA RIFUGIATI - Drammatico anche il bilancio delle persone in fuga: le autorità uzbeke hanno registrato nella regione di Andijan 60mila rifugiati adulti, precisando che alla cifra vanno aggiunte diverse migliaia di bambini. Un gran numero di camion portano aiuti umanitari ai rifugiati, sistemati dalle autorità in scuole, uffici e tutti gli edifici disponibili. Secondo la polizia potrebbero essere più di 100mila.

POLITICO IN MANETTE - Un noto esponente politico, sospettato di aver organizzato gli scontri di massa, è stato arrestato nella regione di Jalal-Abad. Il suo nome non è stato divulgato, ma il detenuto aveva già pubblicamente dichiarato l’intenzione di partecipare alle elezioni parlamentari previste per l’autunno.

OSSERVATORI ONU - La situazione preoccupa l’Onu: il segretario generale Ban Ki-moon ha discusso con i vertici dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa ed è stato stabilito di svillupare una strategia comune tra Nazioni Unite, Osce e Ue con l’invio di osservatori. La situazione nel Kirghizistan meridionale rimane molto difficile: secondo un documento firmato da 80 organizzazioni, si rischia l’ulteriore diffusione del conflitto attraverso l’intera Valle di Fergana, dove vivono più di 20 milioni di persone di etnie diverse. Per questo il segretario dell’Onu ha sottolineato la necessità di rispettare la legge e risolvere tutti i problemi attraverso il dialogo pacifico, facendo appello al governo provvisorio di concentrarsi sulle relazioni interetniche nel Paese e adottare misure per la pacifica convivenza dei cittadini.

                                        skullhead8mu.jpg

 

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post