Tornare proprietari dei propri soldi
DA. RINASCITA
Se le banconote di cui disponiamo non sono altro che carta straccia in quanto rappresentano un valore convenzionale, i soldi che ci sono accreditati sul conto corrente rappresentano ancora meno, e cioè un semplice credito che vantiamo nei confronti della banca anche se tali soldi sono il frutto di una operazione che si è avuta nell’economia reale. E’ un principio di per sé evidente (in Italia ci aveva pensato Giacinto Auriti) ma che nessuno prima aveva avuto l’occasione di rendere così popolare.
L’invito fatto da Eric Cantona ai cittadini europei di ritirare tutti i loro soldi dalle banche nella giornata di ieri, “per far crollare il sistema”, non è piaciuto alla tecnocrazia di Bruxelles. L’Unione europea, attraverso il ministro delle Finanze lussemburghese e presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker, ha definito “irresponsabile” l’invito dell’ex calciatore francese.
Curiosamente invece un atteggiamento piuttosto cauto è venuto dal governatore della Banca centrale del Belgio, Guy Quaden, che dopo aver premesso e precisato che nessuno deve augurarsi il crollo del sistema bancario, ha poi lasciato capire di comprendere il senso dell’appello di Cantona che incarna un forte grado di animosità della popolazione nei confronti dei banchieri, a seguito delle “sciocchezze”, così le ha definite, fatte da alcuni di loro. Dove le “sciocchezze” sono le speculazioni selvagge e i consigli rivolti ai piccoli risparmiatori di sottoscrivere titoli spazzatura di società di cui invece si assicurava la solidità.
