Terzo polo, siam tre piccoli porcellin…

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Da: RINASCITA

Di: michele mendolicchio

Con la presentazione della mozione di sfiducia dell’asse Fli, Udc, Api e Mpa si mette nero su bianco alla rottura. I tre porcellini, Fini, Casini e Rutelli si candidano a guidare il Paese per portarlo in acque tranquille. E quale sarebbe la ricetta? Lacrime e sangue per tutti i lavoratori meno che per loro. Queste le prospettive nefaste in caso dell’instaurazione di un governo di transizione, con i centristi, i finiani, i rutelliani e magari i dalemiani a dettare l’agenda politica di restrizioni. Poi potranno anche metterci una ciliegina come Draghi o Montezemolo e così l’Italia liberista è fatta.


Bocchino, portavoce del capo, fa sfoggio di ottimismo sfogliando l’elenco delle adesioni, compreso il Pd e l’IdV, alla mozione di sfiducia: 317 voti. Tentativo per mettere paura o per aprire delle trattative? Intanto il presunto capo dei traditori, alias Fini si augura che la legislatura possa continuare, compresa la sua carica di presidente della Camera. Poi respinge l’accusa di voler stringere patti con la sinistra del Pd e soprattutto quella di tradimento, la più pesante. “Prima di dire che chi non la pensa come lui è un traditore e amico della sinistra rifletta sul perché sono sempre più numerosi le donne e gli uomini del Pdl che dicono che così non si può più andare avanti e soprattutto perché governare non vuol dire comandare”. 

Eppure un tempo la pensava proprio diversamente… preferendo l’uomo forte. Ora invece si affida ad una sorta di amorevole congrega di sacrestani. Un voltafaccia del genere non può trovare altro termine se non quello di tradimento. Si viene meno al patto con gli elettori che hanno votato il Pdl, eleggendo anche gli esponenti post-alleanzini.

La cosiddetta area di responsabilità ovvero la nascita del Terzo polo va in tutt’altra direzione, con il preciso intento di sovvertire il volere degli italiani. Quindi un governo tecnico non può assolutamente essere preso in considerazione. Invece Fini punta proprio su questa direzione, con l’avallo dell’inquilino del Colle. “Sono convinto che non si andrà a votare e che non si potrà continuare come oggi perché il cambiamento è tale che non ci sarà più possibilità di tatticismi e meline come avvenuto fino ad ora”. Nell’intento dei finiani si è parlato di Berlusconi bis ma nella sostanza si vuole mandarlo a casa per realizzare il sogno di un governo di larghe intese. Ma le ciambelle non sempre riescono con il buco. Alcuni traditori già pensano alla gogna e quindi sarebbero pronti a tornare sui loro passi. Si fanno i nomi di Moffa, Catone e di qualche altro. Fini temendo il dietrofront di qualche suo affiliato ha cercato di chiudere il recinto facendo sottoscrivere ai suoi la mozione di sfiducia ma il pericolo permane.

Poi l’etichetta del Terzo polo gli va stretta, dicendo che la sua idea primaria resta quella di realizzare un nuovo centrodestra più ampio e moderato. Infine si dice convinto che i numeri per Berlusconi non ci saranno. “Io credo -ha detto il presidente della Camera- che il Parlamento tra qualche giorno testimonierà quello che tutti sanno e che il premier nega: e cioè che il governo no c’è o non ha i numeri per governare”. Quindi la preoccupazione che qualche suo uomo possa votare la fiducia a Berlusconi non è frutto di fantasie erotiche. Ultimo sassolino è quello della paura del voto. Dice di non temerlo ma neanche di auspicarlo perché quello che maggiormente gli preme è di aprire una fase nuova con la partecipazione di tutte le forze responsabili in modo da affrontare la crisi. Fini finge ancora una volta di non temere l’urna anticipata ma si vede lontano un miglio che mente, anzi se la fa sotto tremendamente, come gli altri due porcellini.  

                              fini casini rutelli montezemolo

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P
<br /> <br /> L'affermazione secondo cui l'Italia liberista è fatta se non fosse tragica sarebbe comica.L'Italia è l'esatto contrario del liberismo.<br /> <br /> <br /> Non è liberale e liberista la cultura politica dominante.Chi è stato al potere (fascisti socialisti comunisti e democristiani)ha sempre portato avanti politiche stataliste ed assistenziali.E<br /> anche la seconda repubblica si basa sulle stesse logiche.Ovviamente alle regole del gioco si sono adattati anche i partiti nuovi come Lega e Idv).<br /> <br /> <br /> Non è liberale la Chiesa Cattolica che si rifà alle dottrine sociali.<br /> <br /> <br /> Non è liberale l'industria visto che i nostri industriali hanno sempre puntato sullo strangolamento della concorrenza e sugli incentivi statali per stare al vertice piuttosto che confrontarsi<br /> liberamente sul mercato.(Soldi alla politica in cambio del mantenimento della rendita di posizione).Non sono liberali le banche che sono in mano ad una decina di famiglie oligarche.<br /> <br /> <br /> Non sono liberali le istituzioni che sono basate su un compromesso consociativo in base al quale chi vince non vince del tutto e chi perde non è completamente sconfitti e si continua tutti<br /> insieme a coltivare il proprio orticello.Vogliamo parlare delle privatizzazioni?Le privatizzazioni non furono fatte secondo le regole del mercato ma svendendo alle elites dominanti importanti<br /> industrie.E il buon ciampi tali privatizzazioni(pilotate) le fece così bene che fu premiato con la presidenza.<br /> <br /> <br /> E non è liberale il popolo italiano che in cambio di un favore(una raccomandazione ad un concorso, una nomina immeritata, una promozione scandaosa) concede alla politica e ai politici di disporre<br /> di un potere che non ha pari in nessun altro paese.<br /> <br /> <br /> Insomma gli statalisti (delle varie parrocchie politiche) hanno costruito il paese che gli piaceva.Ma ora vedo che quel Paese a qualcuno non piace più.Capisco che qualcuno voglia<br /> prendere le distanze da questo scempio.Non si chiede a nessuno di prendere atto del proprio fallimento ma per trovare le colpe altrui sarebbe quantomeno  opportuno lasciare in pace il<br /> liberismo.E sarebbe decoroso evitare di dire l'eresia che questo è un Paese liberista.<br /> <br /> <br /> Anche nelle piccole pratiche della vita quotidiana(autenticare una foto, fare un'autocertificazione, rinnovare un documento, chiedere un permesso, pagare una tassa...) non basta armarsi di<br /> pazienza e svuotarsi le tasche.Bisogna anche firmare vari atti di sottomissione allo stato e rispettare una lagosa procedura in pieno ossequio al religioso rispetto al potere assoluto delle<br /> burocrazia.<br /> <br /> <br /> Statalisti di tutto il nostro Paese, disunitevi.<br /> <br /> <br /> (E rendeteci meno schiavi del potere statale).<br /> <br /> <br /> <br />
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