SARKOZY ATTACCA LE BANCHE, JP MORGAN "E' INGIUSTO"
Da: agi.it
Davos, 27 gen. - Un duro botta e risposta tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e l'ad di Jp Morgan, Jamie Dimon, ha rovinato i tentativi delle banche di riscattarsi finalmente dalla platea di Davos dalle accuse mondiali di aver provocato la crisi finanziaria.
In un panel del Forum dedicato al sistema bancario dal titolo "Siamo preparati ai prossimi choc?" Dimon aveva ribadito il concetto che "non tutte le banche sono le stesse" e che quindi il continuo puntare il dito contro le istituzioni finanziarie colpevoli della crisi "era non solo ingiusto ma anche improduttivo". Lo stesso Dimon, presente al lungo intervento di Sarkozy, aveva dunque preso il coraggio e chiesto una tregua al presidente del G20 sulla regolamentazione finanziaria.
Domanda che ha scatenato il presidente francese, sostenitore da sempre del 'capitalismo umano' e dei tagli ai bonus dei manager bancari. "Il mondo - ha affermato Sarkozy - ha pagato tutto questo con 10 milioni di disoccupati e c'e' chi non ha pagato tutto questo...e' una questione che genera rabbia, signor presidente, molta rabbia".
Nessuna possibilita' per Dimon di controbattere nonostante il fatto che in realta' Jp Morgan e' stata una delle poche istituzioni Usa ad aver retto alla crisi. "Il mondo - ha invece incalzato il banchiere Sarkozy - e' rimasto stupefatto davanti a una delle piu' grandi banche Usa (Lehman Brothers, ndr) che e' collassata come una casa fatta di carte". "C'e' un oceano - ha tuonato ancora il presidente francese - tra la richiesta di maggiore flessibilita' e lo scandalo che abbiamo visto". "Non contrasto il principio della cartolarizzazione ma quando un Paese garantisce per una somma 700 volte maggiore al suo Pil allora mi chiedo: siamo in un'economia di mercato o in una casa di matti?".
Sarkozy ha quindi attaccato nuovamente i bonus bancari: "Bonus? Ma lasciatemi stare, arrivano anche quando ci sono delle perdite. Quelli che hanno ricevuto bonus nel 2008 avrebbero anche dovuto pagare le perdite quando poi tutto e' crollato".
Proprio tra le nevi di Davos i banchieri si sono incontrati oggi, in un meeting a porte chiuse, per cercare di sanare il rapporto con i regolatori mondiali che, da tre anni dalla crisi, insistono per norme sempre piu' rigorose per prevenire nuovi choc finanziari. Una discussione a cui ha partecipato lo stesso Dimon insieme ai piu' importanti banchieri del mondo tra cui gli ad di Credit Suisse, Barclays, Julius Baer, Nomura e Unicredit, tra le banche italiane.
Tutti hanno chiesto al ministro del Tesoro americano, Timothy Geithner di lavorare insieme sulle nuove regole. "Stiamo lavorando a una serie di idee su come lavorare insieme alle istituzioni - ha detto Howard Fitzgerald della banca di investimenti privata Cantor - vogliamo essere in linea con i regolatori per dare ancora piu' garanzie".
Il numero uno di Unicredit, Federico Ghizzoni, presente alla riunione, ha spiegato che i banchieri hanno chiesto al rappresentante Usa "di fare chiarezza sulle nuove norme e di attivarle il piu' presto possibile. Garu Cohn di Goldman Sach ha spiegato che soprattutto tra i banchieri c'e' il desiderio di chiedere una tregua sulle regole che rischiano di strozzare il sistema evitando qualsiasi sorta di rischio: "La mia preoccupazione - ha detto - e' che ci stiamo spingendo verso un sistema sempre piu' regolato e allo stesso tempo opaco".
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