Karzai promette il sottosuolo ai “benefattori” dell`Afghanistan

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da. Rinascita

Quando arrivò al New York Times la notizia della scoperta, da parte di una squadra di tecnici del Pentagono, di una enorme sacca di giacimenti minerali – tra cui litio, rame, ferro e cobalto – nel nord dell’Afghanistan, in molti si interrogarono sul tempismo con cui la Casa Bianca aveva diffuso la notizia.

Di fatto, la “scoperta” si basa su informazioni risalenti all’era sovietica e su dati raccolti nel 2007 da un vecchio aereo Orion P-3 della marina statunitense. Lo stesso New York Times, riportando la notizia, sottolineò come i vertici Usa avessero “deciso di parlare in un momento difficile della guerra”, nel quale l’amministrazione Obama è particolarmente “affamata di buone notizie”.


E, in effetti, il periodo in Afghanistan è particolarmente delicato. A tre mesi dalle elezioni legislative (inizialmente previste a maggio) e a un anno dall’inizio del ritiro statunitense, meno del 3% delle città afgane si possono dire “sicure” e le autorità di Kabul hanno dovuto ammettere che solo nove distretti su 364 non devono fare i conti con minacce di vario genere da parte degli insorti. Inoltre il governo Karzai sembra intenzionato a prendere sempre più le distanze dal protettore a stelle e strisce e potrebbe voler cercare nuovi partner internazionali per il futuro sviluppo del Paese.


A questo proposito, tornando alle ricchezze minerarie del sottosuolo afgano, è da segnalare che, già a novembre del 2007 , Kabul firmò con la Cina un contratto miliardario per lo sfruttamento della miniera di Aynak, nella provincia di Logar, a sud di Kabul, ritenuta uno dei più grandi giacimenti di rame del pianeta. Un accordo dal valore di 3,5 miliardi di dollari che rappresenta il più grande investimento straniero finora realizzato in Afghanistan e che fece infuriare gli Stati Uniti, secondo cui il ministro per le Miniere afgano, Ibrahim Adel, avrebbe intascato una bustarella milionaria.


Tuttavia il debole governo di Kabul deve ancora molto agli Stati Uniti (e alle sue truppe) e di conseguenza, dopo che il Pentagono ha annunciato al mondo l’enorme ricchezza nascosta nel suolo afgano, Karzai non può esimersi dal prometterne una fetta ai suoi “alleati”.


“Moralmente – ha dichiarato durante la sua visita in Giappone – l’Afghanistan dovrebbe dare accesso prioritario a quei Paesi che hanno aiutato largamente l’Afghanistan negli ultimi anni”. Ovviamente, parlando all’Istituto giapponese per gli affari internazionali, Karzai si riferiva soprattutto al Giappone, che, con circa 6 miliardi di dollari di aiuti negli ultimi sei anni, rappresenta il secondo sostenitore del governo locale. Tuttavia tutti sanno chi è il primo “benefattore” in assoluto di Kabul.


E l’attenzione delle compagnie statunitensi – che finora avevano mostrato scarso interesse per gli investimenti nel turbolento Afghanistan – nei confronti delle insidiose montagne afgane potrebbe rappresentare una buona notizia per la stessa amministrazione Usa, che da nove lunghi anni cerca di espugnarle e controllarle.

Basti pensare che la stessa miniera di Aynak era nota ai sovietici fin dal 1979, ma non è stata mai sfruttata a causa della mancanza di infrastrutture, delle incursioni dei talibani e delle mine disseminate nella zona. E adesso toccherà ai cinesi sminare e mettere in sicurezza la zona se vorranno cominciare l’attività di estrazione.


Forse, visti gli insoddisfacenti risultati ottenuti da un esercito sempre più demotivato, alla Casa Bianca hanno deciso di puntare sulla determinazione delle multinazionali ad ottenere guadagni miliardari per esportare la “democrazia” a stelle e strisce.

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K
<br /> <br /> ... e la guerra in Afghanista mostrò il vero volto: "CONQUISTA, ESPUGNAZIONE, COLONIALISMO, SERVITU', E LA SCHIFOSA YTALYA (NON CONFONDETELA CON L'ITALIA) CON LA SUA "COSTITUZIONE" DI CHIACCHIERE<br /> PARTECIPA AL LATROCINIO AFGHANO, AL BANCHETTO DEI CORVI.<br /> <br /> <br /> E la Alenia venderà ancor più aerei C-j27 Spartan agli interessati colonizzatori perché capace di gran carico e d'atterrare anche tra quelle impervie montagne del lontano Paese.<br />      <br /> <br /> <br /> E le multinazionali, parola dannata che significa MERCENARI godranno nel mantenere ed aumentare il loro giogo. Che schifo la globalizzazione e il businnes is businnes. E la politica che dovrebbe<br /> regolamentare "il discorso tra le parti" è sempre schierata con le classi egemoni.<br /> <br /> <br /> kiriosomega<br /> <br /> <br /> <br />
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