COMUNICATO STAMPA Giustizia Giusta
- COMUNICATO STAMPA N. 6/2011 –
Arresto punitivo
Non abbiamo fatto in tempo a far uscire il comunicato “schedature di massa”
dove denunciavamo l’atteggiamento degli apparati di polizia verso le realtà
antagoniste ed in particolar modo verso il movimento Ultras che ci troviamo di
nuovo sulle pagine dei giornali e sui siti internet l’ennesimo esempio di
giustizia a comando.
Il giorno 29 novembre al ritorno da un viaggio in Birmania viene arrestato
Alberto Palladino giovane militante dell’organizzazione “CasaPound”, con
l’accusa principalmente di lesioni aggravate, perpetrate ai danni di giovani del
Partito Democratico.
Non entrando in merito ai fatti, ci preme sottolineare il trattamento punitivo
eccessivo e sommario, riservato ad Alberto Palladino dal G.I.P., il quale motiva
la reclusione presso la casa circondariale di Regina Coeli adducendo ipotesi di
reiterazione del reato, non lasciando sotto intendere che Palladino è incensurato
e che l’accusa arriva esclusivamente da avversari politici.
Anzi è stato previsto il limite temporale massimo previsto dalla legge per
l’interrogatorio di garanzia, che Palladino affronterà il 5 dicembre, quasi a voler
ostentare il sistema punitivo usato nei riguardi di un “presunto colpovele”.
Continua a recitare la nostra tanto odiata magistratura italiana il ruolo del leone,
quando c’è una facile preda sull’altra sponda del fiume, mentre le inchieste
serie, quelle che punirebbero la svendita dell’Italia alle solite lobbies finanziarie
oppure che farebbero luce su atteggiamenti violenti e illeciti dei corpi dello
stato continuano a rimanere nell’ombra.
E così Spaccarotella si merita solo sei anni di carcere per aver ucciso un
ragazzo disarmato, mentre Palladino si merita un carcere preventivo e punitivo
perché potrebbe, ripetiamo potrebbe, usare violenza contro ignoti e per ignote
motivazioni.
