Vincitori e vinti, il mondo nel 2050

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it


Christian Bouchet (da Flash Magazine)

Traduzione: Monica Minardi

È per l’età che avanza che le mie idee si fanno più moderate? Il fatto è che mi sorprendo, da qualche tempo, a trovarmi d’accordo con autori distanti da me come Yvan Rioufol, Daniel Pipes o Guy Millière. Che i miei lettori si tranquillizzino, io e loro con condividiamo lo stesso nemico, non auspichiamo per il futuro lo stesso modello societario e la nostra ideologia di riferimento non è improvvisamente diventata identica ... Ma capita che su molte osservazioni, così come su molte soluzioni, l'analisi di questi neocon si avvicini alla mia. 

Tornerò su questa problematica, per analizzarla, in un articolo futuro. Ho voluto iniziare in questo modo per introdurre quello che una lettura attenta di Guy Millière mi ha permesso di scoprire: vale a dire la relazione della banca HSBC (la HSBC Holdings plc è uno dei più grandi gruppi bancari del mondo. È il primo istituto di credito europeo per capitalizzazione con 157,2 miliardi di euro. La sua sede si trova nella HSBC Tower di Londra. In termini di asset, la banca è la seconda azienda globale. I suoi ricavi sono per l'80% esterni al Regno Unito - circa il 22% dei suoi guadagni proviene da operazioni a Hong Kong, dove si trovava la sede fino al 1991, ndt) "sull'evoluzione dell'economia globale nei prossimi quarant'anni." Come precisa Milliere nella sua analisi, "questo rapporto è coerente con le analisi di tutti gli esperti mondiali sul lungo periodo, cosa che non è per nulla sorprendente, dal momento che si basa sul loro lavoro, così come a quelle fatte da molti economisti ed esperti di geopolitica". 

Per quanto ci concerne, questa relazione è molto simile a una distopia (Per distopìa - o antiutopìa, pseudo-utopia o utopìa negativa - si intende una società indesiderabile sotto tutti i punti di vista, ndt). In qualsiasi modo la si giudichi. Nel 2050, due paesi dovrebbero essere in una posizione di egemonia su tutto il pianeta: la Cina e gli Stati Uniti. La Cina dovrebbe essere cinque volte più abitanti rispetto agli Stati Uniti e dovrebbe essere dominante in Asia, ma non a livello globale, dove gli Stati Uniti sarebbero la potenza maggiore, la sola, secondo gli autori della relazione, in grado di garantire un ordine planetario, grazie alle sue potenzialità tecnologiche e militari. 

Al terzo posto dovrebbe trovarsi l’India. 

Il resto sarebbe in declino, in caduta, prossimo alla scomparsa. 

Guy Millière riassume così il destino dell'Europa, come è stato visto dagli autori del rapporto: essa "vedrà una sconfitta ancora più grande, che la farà uscire dalle fila dei maggiori attori del mondo. Le ragioni? La demografia, naturalmente. L'intera Europa dovrebbe essere la sola regione del mondo che si spopola: l’ipotesi più blanda è una diminuzione di abitanti dell’ordine di 50 milioni. Conteranno anche i flussi migratori: l'Europa dovrebbe vedere l’espatrio di persone formate e acculturate e l’arrivo di gente scarsamente formata e con problemi di integrazione. (...) Alla periferia d'Europa, anche la Russia subirà un netto calo". 

Se si escludono Israele e Turchia, che dovrebbero sfruttare al meglio il loro gioco, tutti i Paesi dell'area arabo-musulmana saranno, nel 2050, usciti dalla storia. Lo stesso accadrà per l’area sub-sahariana e per l’America Latina, dove solo il Brasile riuscirà a galleggiare. Tutte queste regioni saranno ridotte, a seconda delle loro possibilità, ad aree di subfornitura industriale o di produzione agricola estensiva e a zone di povertà e di dittatura, dove le onde del radicalismo politico potranno verificarsi senza però riuscire ad avere la minima capacità di influenzare il corso della storia, neppure con l'uso della violenza. 

Guy Millière, citando il rapporto della HSBC, conclude che "la risultanza sarebbe un mondo in cui il centro di gravità si è spostato completamente verso l'Oceano Pacifico, attorno al quale saranno le tre maggiori potenze economiche. Un riorientamento delle priorità di difesa degli Stati Uniti verso l’Asia. Una zona Europa-Mediterraneo dove resteranno delle isole di prosperità (Regno Unito, Israele) minacciate e che sopravvivono solo grazie ai loro legami con gli Stati Uniti, e dove la cultura dominante dovrebbe essere l'Islam, cosa che porterebbe la Turchia a occupare una posizione di relativa preponderanza. L'Europa continentale non conterà più. Le civiltà europee saranno al crepuscolo. " 

L'uso del termine distopia è pertanto giustificato. La relazione della banca HSBC "sull'evoluzione dell'economia globale nei prossimi 40 anni" è un documento proiettivo e quindi altro non fa che prolungare verso il futuro le tendenze attuali. Ora, scritto da liberali, essa pecca su un punto: non tiene conto di una variabile che è fondamentale per noi: la volontà delle masse che possono generare quello che Jean Mabire chiama “i risvegliatori del popolo”.

Il fatto è che le nazioni europee, tra cui la Francia, sono attualmente in declino. Ma una volontà politica può svegliare le loro energie, un leader può apparire, e tutto può cambiare...
È il fatto di nutrire sempre questa speranza che mi spinge a non smettere di scrivere e di agire ed è, senza dubbio, il fatto di essere un "pessimista attivo", anche se lucido, che alla fine mi differenzia totalmente da Millière, Pipes o Rioufol, e che mi permette di pensare che il mondo nel 2050 sarà differente da quello che abbiamo appena descritto.

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Interessante! Tutti hanno scoperto tutto ma nessuno rimedia a nulla.


Prolissità logorroica nel ripetere (all'infinito) le medesime tematiche in un avviticciamento intellettuale che ritorna al punto di partenza. Domanda: quindi? 



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