Usa/ Iran: il falso complotto scatena un vero terremoto diplomatico

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

L’Arabia Saudita e i Paesi arabi del Golfo Persico non devono cadere nella trappola ordita dagli Stati Uniti, perché qualsiasi attrito nelle relazioni tra i Paesi del Vicino Oriente va a vantaggio degli Usa e di Israele. È la posizione dell'Iran in risposta all’accusa lanciata dall’amministrazione Usa circa un presunto complotto di Teheran ai danni dell’ambasciatore saudita a Washington. “Speriamo che l’Arabia Saudita comprenda quali scopi stanno dietro a questa macchinazione”, ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano, Ali Ahani, sottolineando che la “patetica sceneggiata” messa in piedi dalla Casa Bianca è “talmente goffa che persino i media e i circoli politici statunitensi vi assistono con sospetto”.

Stando al giornale La Rinascita in molti hanno sollevato dei dubbi sulla ricostruzione ufficiale e sull’effettivo coinvolgimento delle Guardie della Rivoluzione islamica (Pasdaran), facendo notare proprio le molte “ingenuità” commesse da un presunto attentatore. Tra queste, la decisione di contattare i narcos messicani, notoriamente infiltrati dall’antidroga e dall’intelligence di Washington, e l’aver pagato il sicario con dei bonifici bancari. “Sembra più una soap opera o la sceneggiatura di un buon film”, ha commentato Jose Reveles, autore di diversi saggi sulle bande di narcos, sottolineando come i cartelli della droga messicani non avrebbero mai organizzato un attacco così diretto al governo Usa – rischiando una dura rappresaglia – perché “andrebbe contro i loro interessi”.

L'infondata accusa ha comunque scatenato una nuova, feroce, offensiva diplomatica della Casa Bianca – con relativo inasprimento delle sanzioni – e causato un vero terremoto nelle relazioni tra Iran e Arabia Saudita. Dopo un’attesa di oltre 24 ore, in cui Riadh aveva mantenuto il silenzio sulla vicenda, l’agenzia ufficiale saudita Spa ha diffuso un comunicato in cui il governo condannava il “peccaminoso e abominevole” complotto iraniano e faceva i complimenti alle autorità statunitensi. “Ogni atto che tentano (gli iraniani ndr) subirà una risposta adatta da parte dell’Arabia Saudita”, ha calcato la mano il ministro degli esteri saudita, principe Saud al Faisal.

Da parte loro i Pasdaran iraniani, per bocca del vicecomandante Hossein Salami, respingono ogni addebito, sottolineando come le “ridicole e infondate” accuse degli Stati Uniti servano a Washington per “distogliere l’attenzione dai movimenti di proteste contro Wall Street e dal fallimento degli Usa nel portare avanti le loro politiche di oppressione in Medio Oriente e nel mondo”.

Nel frattempo il governo di Teheran ha ribadito la volontà di mantenere buoni rapporti con i Paesi vicini, compresa l’Arabia Saudita. “Nonostante tutti gli sforzi Usa e le differenze di veduta che ci possono essere – ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi – le nostre relazioni con Arabia Saudita, Quwait, Oman e Qatar sono molto buone”. Salehi si è quindi detto convinto che il complotto statunitense “verrà sconfitto”, perché “i sauditi sanno meglio di chiunque altro quale sia la verità”.

Che Riadh cada veramente nella trappola ordita da Washington non è dato saperlo. Resta il fatto che questa notizia ha dato il pretesto alla Casa Bianca per intensificare le pressioni contro Iran e stringere ancora di più a se l’Arabia Saudita, che ultimamente sembrava guardare un po’ troppo verso la Cina.

Tratto da: http://www.rinascita.eu/

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