Una lunga scia di sangue: dalla fucilazione di Gabriele Sandri al pestaggio di Stefano Gugliotta.

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

Da:Giustizia Giusta


Associazione per la Giustizia e il Diritto “Enzo Tortora”

Dopo Gabriele Sandri, Stefano Cucchi, Marco De Santis è la volta di Stefano Gugliotta pestato a sangue dalla Polizia a Roma il 5 maggio 2010, alle ore 23.20 circa, in viale Pinturicchio. Il giovane era da poco uscito di casa. Dopo aver percorso 400 metri si è trovato vicino a poliziotti in divisa che presidiavano le strade vicine allo Stadio Olimpico dove si svolgeva la partita di Coppa Italia Roma-Inter. 


Esistono prove certe e documentate (fotografie riportate su Youtube) della selvaggia aggressione  subita da Stefano. Le conseguenze del pestaggio sono anche esse documentate attraverso una certificazione medica che non si è voluta far conoscere se non nei giorni seguenti al fatto criminoso. Ad oggi il giovane è ancora detenuto a Regina Coeli con l’improbabile imputazione di resistenza e oltraggio alle sedicenti forze dell’ordine. Evidente la leggerezza che diviene complicità del magistrato che ha disposto, sulla base del rapporto di polizia, l’arresto di Stefano Gugliotta. 


E che oggi la Polizia assicuri, attraverso le parole del noto Manganelli capo della Polizia stessa per meriti di “servizio”, che se ci sono stati abusi, questi saranno puniti è a dir poco insultante. "Trattandosi di fatti per i quali pende un procedimento penale - si legge nel comunicato ufficiale - è necessario attendere le valutazioni dell'autorità giudiziaria". Quasi che non bastassero i filmati e le numerosissime testimonianze della gente che ha assistito all’infame pestaggio.


 La nostra conoscenza delle tecniche poliziesche e giudiziarie denunciate per anni sulle pagine di “Giustizia Giusta” ci fanno ancora una volta ricordare l’omertà e l’impunità che hanno coperto in passato i responsabili di abusi e pestaggi in casi analoghi. E non solo. Dalla morte per fucilazione all’uccisione in carcere di detenuti spesso “suicidati”.


Quale fiducia si può avere d’altronde negli apparati  di “sicurezza” quando al vertice dei Ros continua a rimanere il “presunto” narcos generale Ganzer nonostante la richiesta di condanna a27 anni? Quando leggiamo della “cricca” dell’Arma  che gestiva a Roma i trans o dell’arresto a Napoli di 11 “Falchi” per furto di prosciutti o di quello di ufficiali dei Ros che in Calabria facevano gli “avvisatori” delle ‘ndrine? Tanto per restare ad episodi avvenuti negli ultimi giorni e di cui si è avuta scarsa o nessuna rilevanza mediatica.


Noi continuiamo a chiedere giustizia per Gabriele Sandri, per i troppi Cucchi e per Stefano Gugliotta reo di transitare in motorino sotto la sua abitazione. E continueremo a batterci perché la Colonia Italia non si trasformi definitivamente in uno Stato di Polizia.



 

 

 

 


 

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