Un passo indietro secondo gli ordini dei padroni: Un altro passo verso il tradimento degli interessi nazionali

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: www.ariannaeditrice.it

Le tirate d’orecchio nei confronti di Paolo Scaroni e Silvio Berlusconi, hanno sortito effetti positivi. Dopo aver preso atto del loro comportamento sgradevole e indisciplinato nei riguardi dei loro superiori, i due si sono affrettati a esporre pubblicamente le proprie scuse. Dichiarando inoltre  di esser pronti a sacrificare gli interessi nazionali, pur di porre rimedio ai danni derivati dal loro atteggiamento.

La notizia è di quelle che lasciano increduli. Ieri l’Amministratore Delegato dell’Eni Paolo Scaroni, spiazzando un po’ tutti, soprattutto i partners di Gazprom, ha dichiarato che South Stream, il progetto di pipeline in coabitazione tra Russia, Italia e Francia che aggira i paesi extracomunitari dell’est, dovrebbe fondersi con Nabucco, gasdotto concorrente voluto dai vertici europei e statunitensi per depotenziare l’arma energetica russa, la quale, secondo le alte sfere di Bruxelles e quelle di Washington, rischia di divenire un ricatto di lungo periodo per l’indipendenza energetica del Vecchio Continente. Riporto interamente la notizia alla fine di queste breve riflessioni, tratta da un dispaccio dell’Agi news. Inutile negare che queste uscite apparentemente po’ bizzarre e fuori dal reale contesto geopolitico sono il prodotto di quella svolta strategica, per nulla vantaggiosa, che Berlusconi ha attuato con il suo discorso davanti alla Knesset, il parlamento Israeliano. 

Operando nei termini palesati dall’Ad del cane a Sei Zampe si rinuncia preventivamente alla possibilità di creare un monopolio insieme ai russi per aderire a slogan ideologici sulla cooperazione allargata - per nulla innocenti e atti a celare la crescente sudditanza italiana verso gli statunitensi 

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