Un giorno triste per l'Italia

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: www.laboratorioforzauomo.it    

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Gli unici 3 aderenti d'un misconosciuto quanto insignificante gruppo salafita a Gaza hanno rapito e ucciso un pacifista italiano che da anni si batte contro lo stato di Apartheid in Israele e il disumano assedio che cinge la popolazione di Gaza da anni. Arrigoni era certamente di sinistra, certamente filo palestinese, e faceva parte di un gruppo, l'ISM, come Rachel Corrie, altra pacifista statunitense schiacciata deliberatamente da un bulldozer  per impedire l'abbattimento d'una casa di palestinesi da parte dell'esercito israeliano.

Il 13 gennaio del 2009 usciva questo articolo per Il Manifesto:

"Vittorio Arrigoni è il pacifista italiano dell’International solidarity movement (Ism) che racconta in diretta da Gaza per il Manifesto il tragico giorno per giorno della «spedizione punitiva» (parole di Massimo D’Alema) che Israele sta infliggendo al milione e mezzo di palestinesi Per questo la notizia che un sito web americano ha messo in rete il nome e la foto di Arrigoni proclamandolo «il bersaglio N.1» dell’esercito israelianoprovoca rabbia ma non meraviglia.

A quel che si sa Stop the Ism è un sito statunitense dell’estrema destra ebraica guidato dall'estremista Lee Kaplan.

Vi lascio quindi alla lettura integrale dell'articolo: http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/01/articolo/240/?tx_ttnews

Il link del sito estremista:  http://www.stoptheism.com/

Di seguito, qualche interrogativo che si pone sulla morte prima dello scadere dello strano ultimatum dei cosiddetti "terroristi islamici" che lo avrebbero ucciso.

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/autori-omicidio-vittorio-arrigoni-blog-823720/

GAZA – La morte di Vittorio Arrigoni apre un interrogativo: perché ucciderlo? A chi poteva interessare la sua eliminazione? Forse a tanti. E forse prima di rispondere alla domanda nel modo più semplice (“una rissa tra componenti islamiche”) basta dare una semplice scrollata al blog di Arrigoni perché si apra una lunga lista di sospettati.

Nel blog ‘Guerrilla radio’ Arrigoni se la prendeva ad esempio con la corruzione di Fatah. L’11 aprile scriveva: “Il leader di Fatah, collaborazionista d’Israele e mafioso, Muhammad Dahlan, è un malato mentale che si è fatto curare anche Tel Aviv”. Ancora, il giorno dopo scriveva: “A farsi carico della consegna delle armi da Tel Aviv al dittatore libico ci pensava Mohamed Dahlan, il più filosionista e filostatunitense dei leader di Fatah venduti alla causa d’Israele”.

Molti post poi sono ovviamente contro Israele, essendo Arrigoni un pacifista pro-palestinese. L’11 aprile ad esempio Arrigoni scriveva sullo stato sionista: “Più di 50 palestinesi ammazzati qui a Gaza dall’inizio dell’anno. Nessuna vittima israeliana. Armi vietate dai trattati internazionali. Coloni e pulizia etnica. Omicidi extragiudiziali. Uno dei peggiori regimi di apartheid del mondo. Un governo che instancabilmente emana leggi razziste. Tribunali e giudici che fanno distinzioni fra “ebrei” e “non ebrei”, Università e istituzioni accademiche che sostengono l’occupazione e la pulizia etnica della Palestina”. Poi tanti altri post sulle “escalation di violenza israeliana annunciata e invocata” e sul fatto che “Israele fornisce le armi a Gheddafi”.

L’analisi del blog di Arrigoni fa emergere che il pacifista aveva interazione anche con l’Italia. Aveva così a cuore il destino dei palestinesi e la situazione a Gaza, da essere portato quasi naturalmente a replicare a chiunque parlasse, a suo modo di vedere impropriamente, del problema. L’11 aprile, ad esempio, volle rispondere a Roberto Saviano ( http://www.youtube.com/watch?v=NBgI_QWgXaI ) che aveva esaltato “il riconoscimento della democrazia israeliana”. Arrigoni rispose con un videomessaggio in cui metteva in risalto l’anti-democraticità di Israele.

In un altro post, il penultimo pubblicato da Arrigoni prima di essere rapito il 13 aprile, il pacifista se la prese anche con Silvio Berlusconi scrivendo: “Silvio Berlusconi oggi: ‘faremo in modo di impedire la partenza della Freedom Flotilla per Gaza’. Secondo quanto riferisce la radio israeliana secondo Berlusconi la missione della Flotilla non lavorerebbe in supporto alla pace nella regione. Proponendo dei negoziati da tenersi in Sicilia (nelle tenute di Vittorio Mangano?), il premier “bunga bunga” ha ricordato per l’ennesima volta che Israele è l’unico paese mediorientale amico dell’Occidente, e che dovrebbe entrare a far parte dell’Unione Europea. Berlusconi spinge per l’adesione d’Israele alla Comunità Europea, e contemporaneamente farà cacciare l’Italia al più presto. Vi prego, ditemi che è la solita barzelletta…”.

Una morte troppo affrettata e misteriosa...

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K


Ho conosciuto Arrigoni solo dopo la sua tragica morte. Per quel poco, o molto, che ho  potuto capire dalle sue parole, mi sembra di poter dire che  a Vittorio interessasse sopratutto la
pace per il popolo palestinese. Più volte in questi giorni l'ho visto associare ad Hamas, in realtà a leggere le sue parole, sopratutto negli ultimi post, non era stato per nulla accondiscendente
nemmeno con loro.


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