UN BAVAGLIO A DIFESA DEGLI INTERESSI DELLA CRICCA

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: Rinascita quotidiano


 

Questa volontà del governo di centrodestra di mettere il bavaglio ai giornali e la museruola ai magistrati non ci sembra una scelta azzeccata. Il giro di vite sulle intercettazioni prendendo a pretesto l’abuso di certa stampa e l’uso politico di certe procure sta scatenando una infinità di polemiche e di reazioni. Siamo soprattutto noi giornalisti a protestare e ad indignarci per questo controllo e condizionamento della stampa, attraverso la spada di Damocle delle sanzioni pecuniarie contenute nel ddl che rischiano di strangolare il settore.


E’ chiaro che di fronte ad un prezzo così alto da pagare, come i circa 500 mila euro di multa previsti dal provvedimento, gli editori entreranno pesantemente nelle redazioni condizionandone il lavoro più di quanto sia avvenuto nel passato. La libertà d’informare deve essere lasciata nelle mani dei giornalisti e non nell’azione censoria del governo, anche a fronte degli eccessi. Va bene la privacy, soprattutto in relazione alla diffusione di intercettazioni che poco hanno a che fare con le indagini ma questo non deve servire da alibi per mettere il bavaglio istituzionale.

 

E’ chiaro che indigna il caso Marrazzo che va a trans con la macchina blu; è chiaro che fa rabbia la pretestuosa difesa di Scajola per l’appartamento pagato a sua insaputa; è chiaro che irrita la escort per il dalemiano Frisullo; è chiaro che indigna l’alto prelato che si diletta con i bambini del coro; è chiaro che offende il comportamento della cricca Balducci-Anemone; è chiaro che fa rabbia il colloquio tra i detentori della superiorità morale D’Alema-Fassino e il capo di Unipol Consorte. Tutto ciò, con questa nuova legge sulle intercettazioni, non l’avremmo mai potuto apprendere in tempo reale, mettendolo a conoscenza dei cittadini. Si tratta di uno strumento investigativo essenziale per colpire il malaffare, le mafie e la criminalità in generale, anche se il pericolo di un uso politico è sempre dietro l’angolo.


Purtroppo è meglio questo pericolo piuttosto che vedere la stampa e la magistratura con la museruola. “Tanti italiani hanno sofferto la barbarie di vedere notizie private apparire sulle prime pagine senza controllo e senza nessun filtro”, questa la difesa a spada tratta del provvedimento da parte del ministro degli Esteri Frattini. Certo sentir parlare di barbarie un ministro che partecipa alle guerre d’occupazione dell’Afghanistan e prima ancora dell’Iraq è alquanto ridicolo. Senza contare la barbarie di un sms per lasciare la sua ex, almeno stando… alle leggende metropolitane. Questa guerra alle intercettazioni non viene solamente dalla maggioranza ma anche dall’opposizione, nonostante finga di stare dalla parte della libertà d’informare.

 

Di conversazioni che hanno inguaiato diversi esponenti del centrosinistra ce ne sono state tante, al punto da ridicolizzare la presunta superiorità morale. Solo che in questa circostanza fingono di stare dall’altra parte per non essere considerati conniventi con il nemico Berlusconi. Intanto, si susseguono le proteste della stampa per sbarrare la strada al provvedimento restrittivo, soprattutto dinanzi le sedi istituzionali, da Montecitorio a Palazzo Madama. E a proposito del Senato la prossima settimana prenderà il via la discussione del ddl intercettazioni, sul cui testo il relatore Centaro giura che non vi saranno modifiche. Addirittura il governo lascia presagire il ricorso alla fiducia sia al Senato che alla Camera.

 

Insomma sulle intercettazioni si sta giocando una partita sporca. E nonostante l’attuale situazione di eccessi e di uso politico delle conversazioni rubate alla fine è preferibile questa realtà piuttosto che quella del bavaglio, a difesa delle tante cricche che soffocano questo Paese.

 

di: michele mendolicchio
m.mendolicchio@rinascita.eu


 

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