Tra scandali e magistratura inaffidabile

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Di: Bartolemeo Di Monaco

Da:Legnostorto


e l’abbiamo l’erede di Aldo Moro e manco ce n’eravamo accorti. È Giuliano Ferrara con il suo Il Foglio. Fa di tutto per favorire l’abbraccio tra Fini e Berlusconi. Un abbraccio che sarebbe, invece, mortale, almeno per uno dei due, Berlusconi, mentre darebbe un po’ di respiro all’altro, Fini, che ormai, se ci fosse una più determinata strategia, sarebbe ad un passo dal subire lo scacco matto.  Ma Ferrara, si vede benissimo, è più dalla parte di Fini che di Berlusconi e del Pdl, e così tesse una tela di ragno in cui Berlusconi faccia la fine della mosca.


Niente di tutto questo deve accadere. Niente Gianni Letta, niente consigli di Ferrara. Questi, o non si rendono conto di ciò che fanno e scrivono, oppure lavorano per il ritorno della prima Repubblica.

L’attacco poderoso di questi mesi da parte della magistratura fa ritornare alla mente gli anni di Mani Pulite. Quell’operazione riuscì solo in una cosa: eliminare i partiti dell’arco costituzionale, meno uno, l’attuale Pd. Per il resto, di mani e braccia pulite ne restarono molto poche, se gli scandali, anziché ridursi, si sono moltiplicati.

 

Ergo: non fu un’operazione, secondo me, tendente a dare moralità alla politica (questa fu solo una copertura), ma a preparare l’ascesa della gioiosa macchina da guerra. Questa ascesa, come tutti sappiamo, fu impedita dall’avvento di Berlusconi, ma solo per pochi mesi. L’operazione vide il suo successo, non nelle elezioni del 1994, ma con l’inizio nel 1995 del governo Dini e poi dei governi della sinistra. Fino al 2001, quando Berlusconi, dopo sette anni di opposizione, riuscì a tornare al governo. 


Quindi, mettiamo ancora una volta i fatti in ordine per filo e per segno. Le stragi del 1992 e del 1993 non hanno nulla a che vedere con la nascita di Forza Italia, che fu una forza non sorretta da alcun potere forte, se a distanza di pochi mesi finì così malamente. Invece per ben sette anni, dal 1995 fino al 2001, si insediarono governi della sinistra che si mostrarono assai più forti e “protetti” di Forza Italia, e riuscirono a resistere, appunto, fino al 2001.

 

Oggi l’assalto della magistratura, ancora una volta, prescinde dalla moralizzazione del Paese. La sua mira è esclusivamente di potere, e precisamente di potere politico. Il Pdl intende metterne in discussione i privilegi e gli strabordanti eccessi? E la magistratura reagisce con bordate da corazzata.

 

Ma c’è da fidarsi di questa magistratura? Non ho alcuna esitazione nel rispondere di no. Vi si ritrova la stessa ispirazione del tempo di Mani Pulite. Un’operazione di puro potere.

I cittadini devono, perciò, stare attenti. Il fango che viene gettato è enorme, da catastrofe naturale.

Nel fango viene gettato di tutto; l’importante è che da parte dei cittadini si avverta la sensazione che in Italia, come nel 1992/1993, tutto è marcio. In questo modo si indebolisce la credibilità della politica, la si allontana dagli elettori e la si isola per riproporre il tabula rasa di quegli anni. 


Ma oggi gli strumenti per una più accorta osservazione dei fatti non mancano. Abbiamo assistito e assistiamo a condanne mediatiche fomentate da sospette fughe di notizie che non da altro luogo provengono se non da brani della magistratura. Condanne mediatiche che poi si rivelano del tutto infondate. Tanti di coloro che erano stati impalati sulla piazza come malandrini, si sono rivelati cittadini onesti, e qualche volta, grandi servitori dello Stato.

 

Di questa parte politicizzata della magistratura, dunque, non c’è da fidarsi. Troppo interessata, troppo frettolosa, troppo perfino incompetente.

 

Col tempo, avremo modo di vedere che molti di coloro che anche in queste ore sono messi alla berlina, risulteranno innocenti.

Ma ai magistrati che hanno soffiato sul fuoco, non importerà un bel nulla, non pagheranno il fio dei loro “errori”. Il risultato politico che avranno ottenuto sarà la loro ricompensa massima. Magari, come è successo dopo l’operazione Mani Pulite, riceveranno anche una medaglia, ossia un posto in parlamento.

 

La mia conclusione è che è meglio oggi tenere fede all’articolo della costituzione che considera i cittadini innocenti fino a sentenza di colpevolezza passata in giudicato, e quindi rischiare di difendere qualcuno che poi risulterà davvero colpevole, piuttosto che subire questo assalto che con la moralità pubblica non ha niente a che fare. Essa è solo di facciata.


Come lo è per Fini. Che, si è letto più volte, quando era segretario del Msi era un monarca assoluto, e guai a contraddirlo.

 

 

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