SPAGNA : CARCERE PER CHI PUBBLICA LIBRI REVISIONISTI

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it


PEDRO VARELA- LETTERE DALLA PRIGIONE N. 20/DICEMBRE 2010


DIFENDETEVI QUANDO LA REPRESSIONE INIZIA PERCHE’ DOPO SARA’ TARDI
   
"I nostri antenati della Rivoluzione francese sinceramente credevano alla esistenza dei diritti dell'uomo e del cittadino. Non sospettavano che questi diritti non sono mai stati testati dall’osservazione, che sono solo costruzioni dello spirito. In verità, l'uomo non ha diritti, ma ha bisogni. Questi bisogni sono osservabili e misurabili. Per avere successo nella vita devono essere soddisfatti. Il Diritto è un principio filosofico. La necessità è un concetto scientifico. Nell'organizzazione della nostra vita collettiva, abbiamo scelto i nostri capricci intellettuali ai dati scientifici, e il trionfo dell'ideologia consacra la sconfitta della civiltà ".
Alexis Carrel da
Riflessioni sulla condotta della vita


Quando leggerà queste righe mi troverà sulla strada del carcere, per compiere una condanna privativa della libertà.
Qual’è stato il mio crimine? Non si preoccupi, non sono colpevole di aver rapinato una banca (la qual cosa sarebbe in qualche modo giustificata da molte famiglie, J), spacciato droga, falsificato banconote, assassinato con premeditazione, né per la tratta delle bianche… ma per un mero delitto di opinione.


Delitto di opinione? Si, nel nostro paese esistono, in pieno secolo XXI, e per incredibile che sembri, libri, scritti, ricerche, pensieri, idee, in definitiva: opinioni proibite. Proibite? Effettivamente, non abbiamo trovato nessun posto dove questo risulti, però i fatti, la REALTA’, quello che conta, è che si sequestrano libri, vengono inviati al rogo (non in forma figurata) e si condanna al carcere chi li edita o li distribuisce.

 
Il mio delitto? Aver messo a disposizione del pubblico libri non-ortodossi. C’è dell’altro? No? No, nient’altro. Nemmeno sono l’autore dei libri. Semplicemente li ho messi a disposizione degli interessati. Inoltre, oltre ai libri, ho organizzato conferenze degli autori e presentazioni di nuovi titoli, normalmente boicottati dalla massa, e molto di più dalle autorità togate e in uniforme.


Che io sappia non esiste un Indice dei libri proibiti in Spagna. Non ci sono nemmeno autori proibiti né, in teoria, idee proibite. Tanto meno abbiamo potuto incontrare il Signor Censore o Gran Inquisitore responsabile di portare a termine questa repressione. Però c’è qualcuno che si è auto investito come tale.
Il potere ha i suoi sistemi, i suoi commissari sovietici, i suoi demonizzati, per ottenere che il pubblico applauda quando, dopo aver convinto tutti che ha la rabbia, si neutralizza il dissidente per metterlo nell’ombra, collocandolo fuori dall’Umanità e fuori dalla legge.


Le scuse che propongono sono varie e terribili: alcuni dei libri che pubblico o i loro autori (ricordiamo che io non sono l’autore) fomentano l’odio e la predisposizione negativa verso alcuni gruppi umani. Se un autore, per esempio, denuncia il potere dell’alta finanza internazionale in mano ai sionisti newyorkesi, i Grandi Inquisitori fanno una lettura tendenziosa e parziale dell’opera per concludere che Pedro Varela (l’editore) per forza “odia” questi sionisti e “li crede colpevoli di tutti i mali del mondo” (sentenza giudiziale). Se un altro autore arriva alla conclusione che l’immigrazione massiccia e forzata porterà alla fine delle diversità dei popoli e delle nazioni del pianeta e, innanzitutto, dell’Europa bianca, ne ottengono una nuova lettura parziale e ne deducono che Pedro Varela, per aver pubblicato il tal autore, “fomenta l’odio” contro i poveri immigranti, che alla fine sarebbero, tra l’altro, l’oggetto e non gli autori di questa politica di sostituzione della popolazione autoctona europea.


Ma vanno ancora più in là. Se un autore studia a fondo un certo mito storico e arriva alla conclusione che la versione ufficiale non concorda con i fatti, non possono perseguitare l’autore né l’editore o il libraio per questo fatto (secondo la sentenza 235/2007 del Tribunale Costituzionale). Ma si accontentano della decisione di questo alto tribunale? In effetti no. Realizzano un contorsionismo giuridico per affermare che Pedro Varela, l’editore, anche se secondo la Costituzione può negarlo o dubitarne, senza dubbio “giustifica il (supposto) olocausto” (e rende colpevole di questo supposto crimine chi dubita di esso!). “Crimine” che alcuni storici studiano a fondo per metterlo in discussione.


E questo viene evidenziato, continuano le accuse, per il fatto che questo editore “fuori legge” pubblica testi in fac-simile di autori tedeschi di una epoca storica europea ben determinata. Un libro che parla di economia nazionalsocialista riportando quali furono le soluzioni alla disoccupazione e alla crisi economica? Fomenta l’olocausto! Un libro sopra le differenze di QI (coefficiente di intelligenza) nella popolazione degli Stati Uniti scritto dallo studioso ebreo H.J. Eysenck? Senza dubbio l’editore vuole fomentare l’odio verso le minoranze (che fra poco saranno maggioranze) razziali!

Un documento storico come il Mein Kampf di Hitler (che può corrispondere al Libro Rosso di Mao o a Il Capitale di Marx)? Questo non è parte della Storia Universale ma uno strumento per promuovere l’odio e incitare al crimine… Un autore pone in evidenza i collegamenti fra sionismo politico, lobby ebraica americana, alta finanza internazionale e anti-cristianesimo militante (come fa l’israeliano Israel Shamir)? Quello che vuole l’editore dell’ebreo Shamir (cioè quello che questo sottoscrive) è che il mondo odi i sionisti….

La realtà è che per loro sono un non-ortodosso, e per questo mi considerano un nemico ideologico del Sistema. Per questo mi tolgono dalla circolazione, non per altro.
In realtà si cerca di impedire al pubblico di arrivare a leggere certi testi, di pensare con la propria testa, e, soprattutto, che si continui a credere di poter comprare quello che si vuole.


Qui non mi dilungo e sarà il tema di una prossima lettera, però basti ricordare che l’”Invenzione dei reati razziali” era una delle 11 raccomandazioni principali per la trasformazione e dissoluzione dell’Europa Cristiana secondo gli “intellettuali” della Scuola di Francoforte. Un’altra era promuovere “Grandi migrazioni per distruggere l’identità culturale dei popoli” così come “Lo svuotamento delle chiese”, l’implemento di “Un sistema legale che porta discredito alle vittime e non ai colpevoli”, fomentare la “Dipendenza dello Stato e delle sue risorse”, “Controllo e abbassamento del livello dei mezzi di comunicazione” o “Fomentare la disintegrazione della famiglia”, e altri. La scelta è ora tra il nazionalismo difensivo e l’internazionalismo alienante; vale a dire, secondo i censori ideologici, tra “antisemitismo” e “pro-semitismo”. Se non si sta con loro e al loro servizio si sta per forza contro e si viene accusati di volerli mandare tutti nelle “camere a gas”.


Se un editore promuove autori e mette a disposizione del pubblico libri che denunciano questo piano criminale, deve andare in carcere. Si può parlare di prevaricazione del Potere in questo caso? In ogni caso hanno optato per la via dell’estrema soluzione. La prevaricazione dei parlamentari, dei giudici, degli ispettori di polizia non è solo un delitto gravissimo; lo sono anche, al margine di quale che sia la sentenza, le conseguenze del giudizio stesso, che implica la privazione della libertà di un uomo, la cancellazione effettiva dei diritti e delle libertà pubbliche di coloro i quali vorrebbero accedere a questi libri sequestrati, la messa in questione della moralità dell’editore condannato alla prigione come un volgare criminale.

Gli argomenti per dar il via al procedimento e alla condanna del sottoscritto (affermato nella denuncia e condanna “non è qualcosa che si possa considerare ab initio lontano dal tipo penale della prevaricazione, almeno come ipotesi”) sono stati impiegati dai giudici e dai funzionari di polizia audaci contra Varela.

Sicuramente ci sono molte persone contrarie alle iniziative del Potere per limitare la libertà della lettura, ricerca, informazione, espressione, edizione o diffusione di quale che sia il “crimine” che viene commesso. Senza dubbio, molti più di quelli che favoriscono la repressione, minoranza offuscata che detiene le redini del potere reale. Il quale a volte spiega in parte questa manovra repressiva apparentemente inarrestabile che ci annega.

Pedro Varela

Aiutateci

Potete aiutarci a portare avanti questa lotta per la libertà di Pedro Varela e per la riedizione dei libri che hanno sequestrato e distrutto?

IBAN ES3221001344600200026408
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descrizione: LIBERTAD PEDRO VARELA

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