Segreto di Stato: occultare il Dossier velenoso

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Di: Roberta Lemma

 

Il Segreto di Stato viene posto dal Governo in carica quando, lo stesso, decide di non rendere pubbliche talune notizie o informazioni. Solitamente si applica su informazioni relative ad atti terroristici, diventa abuso se applicato su notizie di carattere Nazionale, o su indagini svolte a svelare complotti interni alla nazione.


Già in passato, tali organizzazioni segrete di carattere militare son state al centro di scandali giudiziari, vedi Gladio, in questo articolo parleremo del Sismi. Organizzazione segreta di carattere militare cui archivio è stato rinvenuto nell'estate del 2006 a seguito delle indagini sul rapimento di Abu Omar a Roma in via Nazionale.


Una inchiesta che procede a stenti dall'estate del 2006, tra veleni e cospirazioni e che vorrebbe godere, del segreto di Stato, richiesto dal Governo attuale. Sarà la Corte costituzionale a pronunciarsi sulla legittimità della richiesta del segreto di Stato. Il giudice avrebbe infatti sollevato un conflitto di attribuzione fra i poteri dello Stato e quindi ha sospeso il procedimento in corso inviando gli atti alla Consulta chiamata a decidere. Pollari e Pompa, i due accusati dalla procura di Perugia chiedono non venga posto il segreto di Stato sull'archivio segreto scoperto a Roma; in quell'archivio ci sarebbero, stando ai due, le prove della loro innocenza, ma anche scandali politici che se svelati potrebbero consegnare alla storia la Seconda Repubblica Italiana.

 

Tracce di un possibile scandalo in qualche modo emerse da indiscrezioni e frasi ambigue degli stessi Pollari e Pompa, prosciolti, lunedì scorso, dall'accusa di violazione della privacy nei confronti di magistrati, giornalisti ed altre persone i cui nomi erano contenuti negli archivi. Resta in piedi l'accusa di peculato, per difendersi dalla quale, come detto, Pollari e Pompa hanno chiesto di rivelare fatti e circostanze che il governo ha confermato essere coperti dal segreto di Stato. Da qui il conflitto di attribuzione che la Consulta dovrà sciogliere.

Ricostruiamo la vicenda partendo dal ritrovamento dell'archivio riservato rinvenuto in via Nazionale a Roma.


marzo - aprile 2007 ( fonte archivio Repubblica - Corriere )


Guglielmo Sasinini, il giornalista.

Guglielmo Sasinini scriveva per Famiglia Cristiana, giornale della famiglia Pirelli-Telecom.
Verrà tratto agli arresti domiciliari con una accusa pesantissima, associazione a delinquere finalizzata allo spionaggio illegale, i carabinieri giungono a lui seguendo una pista non svelata e scopriranno nel suo computer un dossier chiamato '' Strategia ''


Il giornalista, Guglielmo Sasinini, insieme ad altri personaggi cui parleremo in seguito, lavorava alla messa a punto di una nuova rete occulta, uguale nella forma e nel contenuto alla P2, cui inizio riporterebbe al marzo 2003 ed elencava tra le vittime di un' intensa attività di monitoraggio perfino il capo della polizia, Gianni De Gennaro ricordato per i fatti del G8 di Genova, e alcuni dei cardinali più vicini a Giovanni Paolo II.


I giudici di Milano si trovano tra le mani un dossier di puro spionaggio, minuziose le note, le informazioni, preziosi gli appunti e le annotazioni. La rete occulta rinvenuta nei file dell'insospettabile giornalista appartengono alla divisione sicurezza di Pirelli – Telecom. Mezza sfera politica e dell'alta finanza figura in quei file, nomi finiti nella lista nera del complotto, nomi da premiare con carriere fulminanti, finanziamenti, ordini, strategie.


Dopo il sequestro delle agende di Sasinini, depositate il 20 marzo e gli ultimi arresti effettuati, i magistrati aggravarono l'accusa indicando, Sasinini, come promotore e organizzatore di una propria rete spionistica, con tanto di cassa occulta e nomi in codice (da «Aquila» a «Oscar»).


Stralci del dossier rinvenuto nel pc del giornalista: «In due mesi si è iniziata a costruire una rete che attualmente consiste in persone amiche in ambienti istituzionali, forze dell' ordine, magistratura, politica, ecclesiastici, giornalistici, che sono attivabili su input specifici per verificare od ottenere informazioni. Si è provveduto a potenziare la struttura esistente in Israele e Medio Oriente, affiancandola a una adatta ad effettuare operazioni coperte a livello internazionale».
Ad un certo punto il dossier tratta delle «Attività conoscitiva e preventiva».


Nel documento una serie di interventi a bloccare tutte le notizie che riguardano la Signora ( Afef, moglie di Tronchetti Provera. Praticamente stavano vigilando sul contro spionaggio. Presenti anche due schede su Giulio Tremonti, sul manager pubblico Scaroni (passato dall' Enel all' Eni) e controlli sulla magistratura o meglio, sui magistrati ribelli.


Infine una serie di appuntamenti fissati:
«In preparazione udienza privata Santo Padre, incontro riservato Santa Sede - Segreteria di Stato, Opus Dei Roma».


Poi si scopre un appunto dello stesso giornalista, una sua annotazione riguardante un accordo tra Berlusconi e Bossi e 70 miliardi dati in cambio della fedeltà di Bossi.
Ecco l'originale dell'appunto:
' ' Epoca. Il pre governo Berlusconi.


Bossi-Berlusconi-Tremonti.
70 mld dati da Berlusconi a Bossi in cambio della totale fedeltà.
In quel periodo pignorata per debiti la casa di Bossi. Debiti già ripianati con... di 70mld.
Sottosegretario Minniti... da ex Sisde ha saputo una...?". Fine.


Nicola Ghedini, il '' paladino '' senza macchia di Silvio Berlusconi smentisce la notizia: "Le notizie apparse in merito a presunti accordi intercorsi tra l'Onorevole Bossi e l'Onorevole Berlusconi sono non soltanto destituiti di ogni fondamento, ma frutto di una assoluta fantasia che sarebbe risibile se non apparisse connotata da scopi diffamatori o ancora peggio per inquinare la vita politica del Paese".


Roberto Castelli interviene duramente: "E' la bugia più clamorosa di tutta l'inchiesta".
Anche poliziotti ed ex agenti segreti stranieri tra gli arresti nell'ambito dell'inchiesta milanese sui dossier illegali. Secondo l'accusa lavoravano per l'organizzazione reperendo preziose informazioni: Fulvio Guatteri, ex ufficiale di collegamento tra i servizi segreti francesi e quelli italiani, poi passato a Europol, e quello di John Paul Spinelli, ex agente Cia.


Mirko Ferrari, ex guardia forestale; Amedeo Nonnis, artificiere in servizio presso la questura di Milano; Francesco Rossi, investigatore ed ex appartenente al Sisde; Diego Tega, ex militare della Guardia di finanza e ora investigatore privato; Antonio Vairello, ex sindacalista e dipendente Alitalia; Edoardo Dionisi, brigadiere dei carabinieri.


Un prezioso archivio con schede personalizzate dove si trovavano annotati precedenti penali, informazioni tributarie, fiscali e anagrafiche, accertamenti bancari rivenduti, di uomini politici, giudici e giornalisti.

Per questa storia finirà agli arresti anche l'ex numero due del servizio segreto militare Marco Mancini, già coinvolto con l'accusa di concorso in sequestro di persona nell'indagine sul rapimento dell'ex imam di Milano Abu Omar. Nell'ordinanza cautelate, il gip Giuseppe Gennari scrisse che Mancini avrebbe ricevuto da Tavaroli e anche da Pierluigi Iezzi, il manager che aveva sostituito il collega alla guida della Security di Telecom, "somme di denaro" in cambio di "dati segreti e riservatissimi sfruttando la funzione rivestita".

…..segue.

Roberta Lemma

 

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