Se il “Convento Italya” ci ammannisce la “minestra Brancher”....

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

Da: GENTES

 

 Scusate, è forse colpa mia se la classe politica italyana non litiga sulle 113 basi militari USA dislocate in Italya; non litiga sui 10.000 soldati italiani inviati all’estero a combattere le “guerre umanitarie” volute dagli USA; non litiga sulle azioni della Banca d’Italya finite in mani private? E’ forse colpa mia se i politici italyoti litigano sul Ministro Brancher? Questo passa il “Convento/bordello Italya”. E su questo è giocoforza discutere.


Brancher “nasce prete”. Poi si spreta e si inserisce nella pubblicità e nella politica. Grande amico di Berlusconi e Bossi, fa una brillante carriera politica. Ad un punto tale che, recentemente, è stato promosso “Ministro”. E non chiedetemi “Ministro di che”? In primo tempo si era detto: “del federalismo”; ma poi Bossi ha protestato, rivendicando l’esclusiva sul federalismo. E allora..... E allora si è in attesa di chiarire le deleghe del Ministro Brancher.


Eravamo già al “teatrino della politica”. Ma poi è arrivata l’ultima scena: il Ministro Brancher, invitato a comparire in giudizio, risponde che non può. A suo dire, perché “è occupato ad organizzare il suo Ministero”. Questa sua dichiarazione, riportata dai quotidiani che ci intessono commenti più o meno salaci, irrita il Quirinale che dirama una breve nota: “Brancher è un ministro senza portafoglio. E, pertanto, non ha niente da organizzare”. Si chiarisce che il Presidente Napolitano è intervenuto per “prendere le distanze da una nomina che non aveva condiviso”. Solo che.....


Solo che “l’irritazione del Quirinale” con la sua “nota chiarificatrice” irrita Palazzo Chigi. Che fa dichiarare: “L’intervento del Presidente è irrituale”. Berlusconi si trova all’estero e non commenta. A dire di autorevoli commentatori “per non inasprire i rapporti tra Quirinale e Palazzo Chigi”. Sarà, ma a me pare che Berlusconi tra “manovra finanziaria” e “legge sulle intercettazioni” si trovi stretto in un angolo. E “l’episodio Brancher” non aiuta, ma ridicolizza Berlusconi e la sua maggioranza.


Del resto è lecita la lettura che “Napolitano ha esternato perché irritato dalla improntitudine di Brancher”. Ma una lettura maliziosa farebbe pensare che Napolitano, sempre prudente, abbia inteso chiarire che “i giochi sono finiti”. Aiuta questa mia interpretazione il fatto che il “nostro Presidente”, nel 1956, era tra coloro che inneggiavano all’armata sovietica che schiacciava coi carri armati la rivolta ungherese; ma, nel 2006, andò a rendere omaggio ai patrioti ungheresi uccisi dall’armata sovietica.


Come dire: in tutte le cose di questo mondo c’è un principio ed una fine. Che sia venuta la fine di Berlusconi? Staremo a vedere.

 

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