Scontri violentissimi a Gerusalemme, è la terza Intifada?

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

Da: IRIB

Mercoledì 17 Marzo 2010



Continuano ancora i violenti scontri, iniziati il 15 marzo, tra i poliziotti israeliani e i palestinesi che protestano all’ennesimo sopruso nei confronti della loro città più amata.

Ieri, 16 marzo, migliaia di palestinesi della Striscia di Gaza hanno partecipato a imponenti cortei di sostegno ai fratelli impegnati nella scontri vicino alla moschea Al-Aqsa che protestano in segno di rifiuto alle minacce alle quali è esposta al-Quds (Gerusalemme).Intanto ieri manifestanti palestinesi e poliziotti israeliani si sono scontrati in varie zone di Gerusalemme Est, nel giorno in cui il movimento islamico Hamas aveva proclamato "Giornata della rabbia" per protestare alle "provocazioni" di Israele.I principali scontri sono avvenuti nel campo profughi di Shuafat e all'entrata della località di Isawie.

La polizia israeliana ha attaccato i manifestanti sparando proiettili di gomma, granate stordenti e gas lacrimogeni.Scontri analoghi sono scoppiati anche in altre zone di Gerusalemme Est, nelle cui strade la polizia sionista ha schierato 3.000 agenti, che controllavano anche gli accessi alla citta' per impedire che i palestinesi di cittadinanza israeliana residenti in Galilea arrivassero a dare man forte ai manifestanti.La polizia da cinque giorni aveva bloccato gli accessi alla Spianata delle Mosche e aveva rafforzato le misure di sicurezza in tutti i quartieri di Gerusalemme Est.La crisi è iniziata con la questione della 'Hurva' (rovina, in ebraico), una sinagoga inaugurata nella notte dopo esser stata ricostruita per la terza volta negli ultimi 250 anni. Un'antica profezia collega la terza inaugurazione con il periodo del Terzo Tempio, per cui alcuni gruppi estremisti ebraici hanno approfittato per rivendicare il diritto a entrare nella Spianata delle Mosche.

Ma i palestinesi considerano una provocazione le pretese dei gruppi estremisti ebraici e Hamas ha dunque proclamato "Giornata della rabbia", una forma di appello usata nella seconda Intifada per portare in piazza i manifestanti.Gli scontri vanno avanti da alcune settimane dentro e fuori la Città Vecchia, dove si trovano i luoghi sacri di ebrei, musulmani e cristiani; ma negli ultimi giorni sono stati esacerbati dalla decisione israeliana di costruire abitazioni per ebrei nelle zone occupate di Gerusalemme Est.Il premier Benjamin Netanyahu, nonostante l’opposizione della comunità internazionale, ha ribadito anche lunedì che il piano per costruire 1.600 nuovi alloggi a Gerusalemme Est andrà avanti come programmato; e il via libera all'allargamento dell'insediamento, annunciato martedì scorso durante la visita del vicepresidente americano Joe Biden, ha ulteriormente infiammato gli animi dei palestinesi.

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