Santa, Martire e Assassina

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da:Rinascita

Di:Anonimo da Facebook

 

La vicenda di Sakineh non è soltanto un indicatore di tensione geopolitica, è qualcosa di più, è una fotografia di che cos’è diventato l’occidente, di come si è modificato.
 Questa storia di Sakineh, ci racconta poco sull’Iran, di cui grazie alla propaganda embedded atlantica la gente sa poche cose e confuse, ma ci racconta molto sul nostro occidente.
Per l’occidente Sakineh è molto più che una semplice poveraccia a cui risparmiare una morte crudele, ma è una martire, un’adepta, una santa, una '”convertita'” ai “nostri valori” che muore per essi...


Una figura che se fosse trasportata in occidente avrebbe un’autorità morale superiore al papa, che parlerebbe da un pulpito come un papa, perchè secondo me al giorno d’oggi è fin troppo facile prendersela con il Papa, con la Chiesa, perchè la Chiesa è ormai morta: chi se la prende invece con i nuovi dogmi, con la nuova chiesa di cui Sakineh è martire?


Questa è la nuova religione, di cui le donne occidentali sono diventate sacerdotesse, che non si può criticare, che dev’essere accettata come dogma.
Le femministe svolgono in sostanza la stessa funzione che allora era propria della chiesa cattolica, forniscono un collante ideologico in funzione del quale l’occidente si mobilita, rendendo accettabile e anzi irrinunciabile la guerra per le opinioni pubbliche.
Viene spontanea la domanda, se in occidente, nel frattempo, la religione non sia cambiata...


Ora infatti c’è la religione del sesso libero (solo per lei), delle corna (solo per lei), dell’intangibilità della Donna, la quale ha rubato la D maiuscola a Dio.
 Così come prima si veneravano coloro che rischiavano la vita per Cristo, oggi si venera chi rischia la vita per fare le corna. Questa, ormai, è la nuova religione.
Perchè qui non si chiede soltanto pietà per un’adultera, qui le si vuole costruire un monumento, dedicarle un dipinto, un’opera d’arte, un po’ come una volta si faceva per i santi... santa Sakineh martire delle corna...
Immaginate che cosa succederebbe se questa venisse in occidente, il tappetino rosso che le stenderebbero...


I soldi che prenderebbe facendo libri, immaginate gli applausi scroscianti mentre viene intervistata a “Che tempo che fa” da Fazio, manco fosse Gandhi: come se tradire e ammazzare il marito fosse un atto meritorio...
 Qui non si chiede pietà, qui ci si indigna, non solo come se lei fosse innocente, ma come se addirittura fosse una figura esemplare che ha fatto una cosa per cui andrebbe premiata.


C’è da capire che si faccia così per un prigioniero politico, ma questa è in carcere per adulterio e omicidio premeditato. E’ palese: si dà a tali atti un valore politico, la donna che tradisce e uccide il marito è una martire.
Siamo diventati l’Islam all’incontrario, dove viene chiesta in tv la castrazione fisica degli stupratori, ma ci si indigna per la legge del taglione islamico, solo se ovviamente ne fanno spese le donne, dove se l’uomo è tradito deve pure tirare fuori i soldi per mantenere lei e il suo amante... che una donna invece di ricevere soldi per questo debba ricevere pietre è una bestemmia inaccettabile...
E non provate a fare questi ragionamenti in tv... verreste lapidati mediaticamente dalle nostre ayatollah. Eccoci nel nostro, di regime: e ci chiedono di abbattere quello altrui, che nemmeno conosciamo.


Aggiungiamo soltanto che anche la storia delle lapidazioni in Iran è una bufala. Per quanto la lapidazione sia formalmente prevista dai codici, l’Iran ha posto fin dal 2002 una moratoria su questo tipo di pena capitale, tant’è vero che – come perfino i nostri media ogni tanto sono costretti ad ammettere, tra una lacrimevole sbrodolata e l’altra sui “diritti delle donne in Iran” – la pena cui Sakineh sarebbe condannata in caso di verdetto di colpevolezza per concorso in omicidio (non per semplice adulterio, come favoleggiato dai nostri giornali) sarebbe l’impiccagione, non la lapidazione. Tutte le notizie di lapidazioni in Iran dopo il 2002  sono state ripetutamente smentite dalle autorità iraniane. Anzi: nel 2008 è stato presentato al Parlamento iraniano un progetto di legge che chiede di eliminare anche la formale menzione della lapidazione dai codici penali. La revisione del sistema penale iraniano, in corso dal giugno 2009, mira, tra le molte altre cose, anche a questo obiettivo.


Paesi in cui la lapidazione è effettivamente praticata sono l’Afghanistan e l’Arabia Saudita (che prevede per le adultere anche la pubblica decapitazione), ma raramente vengono citati dalle cronache, trattandosi di “protettorati” degli Usa. Anche Israele non scherza: guardate (se ve la sentite) le immagini della lapidazione di una donna palestinese ad opera di alcuni soldati dell’esercito israeliano.


E ricordiamoci anche che negli Stati Uniti, in Virginia, sta per essere giustiziata Teresa Lewis, per crimini non troppo dissimili da quelli di Sakineh (anche lei aveva organizzato l’omicidio del marito, insieme a quello del figliastro). Curiosamente, i giornali occidentali non hanno dedicato alla sua vicenda neppure un millesimo dello spazio dedicato a Sakineh, niente petizioni pubbliche, niente accorate rimostranze contro la disumanità del sistema penale americano. I riflettori della propaganda, evidentemente, non sono programmati per accendersi sulla barbarie dei dominanti.

 

 

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E


Premesso che tutti i fondamentalismi religiosi non mi piacciono, trovo l'articolo molto coraggioso e anticonformista. Capisco che l'autore sia anonimo altrimenti le streghe femministe di oggi
come quelle di ieri lo lincerebbero anzi lo lapiderebbero di anatemi e forse anche denunce,



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