ROGO PER LA STREGA RIBELLE DEL TERZO MILLENNIO

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: La Stampa

Di: Andrea Malaguti

 

È caccia alle streghe, una forma di maccartismo informatico, profondo, globale e senza precedenti, che sta trasformando il trentanovenne Julian Assange, inseguito dalla giustizia svedese con l'accusa di stupro e da quella americana con quella di tradimento, in una sorta di eroe.

Un uomo in fuga, braccato dall' Interpol e ormai quotidianamente minacciato di morte, diventato l'incubo dei potenti della terra e l'idolo di una generazione di utenti planetari di internet che vedono in lui il profeta di una nuova era.

E mentre i server americani e francesi come Amazon. com e Tabelau Software sfrattano Wikileaks dai loro sistemi operativi, i messaggi di solidarietà e le donazioni in denaro per la Primula Rossa australiana e per la sua organizzazione si moltiplicano col ritmo di una epidemia fuori controllo.

Solo attraverso la fondazione tedesca Wau Holland è stato versato un milione di dollari. Una guerra ormai senza confini, in cui il campo di battaglia è diventato l'intero mondo e in cui è sempre più difficile capire chi siano i buoni e chi siano i cattivi.

 

eri anche il sistema di protezione di pagamento on line PayPal, che fa capo alla casa d'aste americana E Bay, ha annunciato che non sosterrà più i trasferimenti di denaro verso il sito di Assange, spiegando in una nota che «non possiamo essere utilizzati per sostenere attività che promuovono o facilitano movimenti illegali».

Dunque l'imprendibile Assange, che nel flipper impazzito della sua esistenza lavora in queste ore utilizzando domini in Svizzera e in Germania e si finanzia attraverso trasferimenti bancari negli stessi Paesi e in Islanda, sarebbe un bandito. È così davvero?

 

In una lettera ai suoi funzionari, il ministro dell'Industria, Eric Besson, invita i collaboratori a indicargli che azioni si possono intraprendere per assicurarsi che il sito non sia più ospitato in Francia. «Wikileaks viola i segreti delle relazioni diplomatiche e mette in pericolo le persone».

E gli studenti della Columbia University denunciano su Twitter di essere minacciati dalle autorità americane. «Ci hanno fatto sapere che chi sta con Wikileaks non lavorerà più con il governo».

Eppure il fascino di Assange, che si nasconde in Inghilterra in un luogo noto alla polizia, continua a moltiplicarsi. Secondo il Times i suoi avvocati starebbero trattando la consegna dell'australiano a Scotland Yard, ma Mark Stephens, che lo rappresenta, nega il negoziato, sottolineando che Assange si è più volte offerto di incontrare gli investigatori svedesi all'ambasciata di Londra o in un commissariato britannico.

«In ogni caso ci opporremo all'estradizione». Il motivo è semplice. Gli svedesi non lo vorrebbero dietro le sbarre perché lo ritengono colpevole di strupro, di due molestie sessuali e di una coercizione illegale (che l'australiano ovviamente nega), ma per toglierlo di mezzo. Il rogo per la strega ribelle del terzo millennio.

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