Rifinanziamento delle missioni, Pdci un partito rosso dalla vergogna

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

I soliti "compagni" che predicano bene ma razzolano malissimo......

 

Da.Rinascita

di: michele mendolicchio
m.mendolicchio@rinascita.eu

 

E allora questi ragazzi li dobbiamo riportare a casa o no? Tra i principali sostenitori del ritiro immediato del contingente italiano dal suolo afghano ci sono i Comunisti italiani, il partito dell’incoerenza assoluta. E come al solito fanno l’ennesima figuraccia, in virtù del loro passato alle dipendenze prima del governo D’Alema e poi del governo Prodi.


Forse soffrono di cattiva memoria, dimenticando con troppa velocità quando pur dichiarandosi contro le sporche guerre umanitarie alla fine le votavano, con il solito pretesto di non voler far cadere il governo per non lasciare campo libero alle destre. La cosa grave, invece, è venir meno agli impegni presi con il proprio elettorato e ai propri principi. Si è contro la guerra alla Serbia e contro il bombardamento su Belgrado?

 

Bene si toglie la fiducia a Baffino e lo si fa cadere. Invece, nel ’99  l’allora ministro della Giustizia Oliviero Diliberto fece tutto il contrario di quello che in campagna elettorale diceva ovvero mai il Pdci avrebbe partecipato alle missioni di guerra guidate dagli anglo-amerikani. E mai il Pdci le avrebbe votate in Parlamento. Invece, tutte le volte che bisognava votare il rifinanziamento delle missioni militari all’estero i Comunisti italiani di Diliberto e Cossutta erano subito pronti, nel rispetto della loro… incoerenza, a dare il loro sostegno seppur turandosi il naso.

 

 E il naso di Oliviero si allungava sempre più, al contrario di quello dell’elettorato di riferimento sempre più inbufalito. Tant’è che i Comunisti italiani sono usciti dal Parlamento italiano e successivamente anche da quello europeo, puniti per la spudorata incoerenza. Senza contare che facevano lo stesso gioco anche nel tema del lavoro, sparando a zero contro la precarietà ma poi accettando la miriade di flessibilità prodotta dal governo che loro stessi sostenevano.

 

E il naso di Oliviero si allungava… mentre la vergogna investiva sempre più il partito. Nelle file dei militanti cresceva il malcontento e la rabbia per questa incoerenza dei vertici. Se uno è contro gli interventi militari perché mai li vota? Povero Oliviero che figura meschina. Vota i rifinanziamenti per non mandare le destre al governo. Poi succede che le destre al governo ci vanno lo stesso e il povero Oliviero rimane con un palmo di naso.

 

Ma vi pare possibile accettare una giustificazione del genere? Svendere la propria coerenza per una motivazione simile è semplicemente vergognoso. Recentemente Rizzo, uno dei principali esponenti del Pdci governativo ha riconosciuto questi errori, sostenendo che un partito non deve mai svendere i propri principi. Adesso, a seguito dei due militari morti, il Pdci protesta dinanzi al Parlamento chiedendo l’immediato ritiro del contingente italiano. Cosa che ovviamente condividiamo ma cosa che il Pdci avrebbe dovuto fare nel 2006 invece di votare per il rifinanziamento della missione di guerra. Stare a Kabul per i Comunisti italiani “è una scelta irresponsabile, contraria al buon senso e alla logica delle cose. Prima si va via e meglio è per tutti”. E poi udite udite si parla… di patria, cosa che nel Pdci ha sempre fatto drizzare i capelli: “Le truppe siano richiamate in patria”.

 

 

Queste cose le dice Francescaglia, responsabile Esteri del Pdci. Ed esorta il Parlamento e soprattutto i ministri Frattini e La Russa “a non intestardirsi a continuare una missione già fallita”. Ma non potevano fare la stessa cosa quando erano al governo? Non può andar bene quando a Palazzo Chigi c’è D’Alema o Prodi e andare male quando c’è Berlusconi. E allora la doppia punizione: cacciati dal Parlamento italiano e da quello europeo è giustissima. Si è coerenti quando si è contro la presenza di truppe italiane a Kabul come a Baghdad e in tutti gli scenari di guerra internazionali, e nel rispetto di questi principi si toglie il proprio appoggio e sostegno ai governi di qualunque colore politico essi siano. Ma la coerenza non è mai stata di casa né a Rifondazione né tantomeno nei Comunisti italiani, come il rifinanziamento delle missioni docet.

 

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