AGGRESSIVITA' USA

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da ’ALMALATINA’

L’ occupazione militare statunitense di Haiti in seguito al terremoto del 12 gennaio, insieme ai vergognosi episodi sul rapimento di bambini, va vista nel quadro del contesto creato dalla crisi finanziaria ed economica insieme all’ascesa di Barak Obama alla presidenza. Si è fatta visibile una tendenza già preesistente. E’ il primo intervento della IV Flotta, ricostituita poco tempo prima.

 

Con la crisi haitiana la militarizzazione della crisi tra Stati Uniti e America Latina ha fatto un passo avanti, come parte della militarizzazione di tutta la politica estera di Washington.

 

La superpotenza in declino cerca di ritardare il processo che la ridurrà a essere una fra le altre sei o sette maggiori potenze nel mondo. L’intervento è tanto sfacciato che il quotidiano cinese Giornale del Popolo (21 gennaio) si chiede se gli USA vogliano incorporare Haiti come uno stato in più dell’Unione. Il giornale cinese raccoglie un’analisi del prestigioso Time, dove si assicura che “Haiti si è già trasformata nel 51° stato degli USA, e anche se non lo fosse, per lo meno è diventata il suo cortile”.


Secondo Ignacio Ramonet, in Le Monde Diplomatique di gennaio “tutto preannuncia un’aggressione imminente”. Non si tratta di uno scenario certo, ma molto probabile giacché gli Stati Uniti hanno scelto la militarizzazione per fermare il loro declino, e a cui servono il petrolio di Colombia, Ecuador e soprattutto del Venezuela, per garantirsi l’egemonia o per rallentare la decadenza.


Il problema che affrontano le nazioni e i popoli della regione, è che le catastrofi naturali saranno la moneta corrente nei prossimi decenni. Questo è solo l’inizio. La IV Flotta sarà la porzione militare più adeguata agli interventi “umanitari” in situazioni di emergenza. Haiti non sarà un’eccezione, ma solo il primo capitolo di una nuova serie di passi per il posizionamento miliare in tutta la regione.


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