Quello che non ti dicono sull'Iran

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

Fino a 15 anni fa, l'Iran aveva una produzione scientifica in linea con quella di paesi come l'Iraq e il Kuwait, con circa 700 paper pubblicati ogni anno. Oggi, mentre Iraq e Kuwait faticano a spostare l'assicella di qualche tacca più in alto, la Repubblica Islamica dell'Iran sforna articoli scientifici a ritmo serrato, arrivando a toccare quota 13mila paper all'anno e posizionandosi come il paese con la più rapida crescita scentifica dell'ultimo decennio.

Com'è facile prevedere, i traguardi più noti (anche perché più pubblicizzati), sono quelli raggiunti in campo bellico e, soprattutto, nucleare.

Lo scorso novembre la International Atomic Energy Agency (Iaea) ha pubblicato un rapporto in cui illustra dati che suggeriscono che dal 1998 al 2003 l'Iran abbia lavorato alla costruzione di armi atomiche. L'agenzia ha anche fornito dati che rivelano un programma di arricchimento dell'uranio al 20% (non sufficiente a produrre bombe, ma comunque contrario a quanto richiesto dalle Nazioni Unite), ma non è riuscita a raccogliere notizie certe sull'intenzione del governo iraniano di produrre armi nucleari. Gli unici possibili indizi si riscontrano in alcuni programmi di ricerca che potrebbero essere complementari alla produzione di armamenti nucleari (come un sistema che permette alle bombe di esplodere a mezz'aria). Insomma, la stessa Iaea evidenzia che se anche c'è stata una corsa agli armamenti iraniana, dal 2003 è stata enormemente rallentata e la produzione nucleare è ancora a un stato rudimentale.

Un discorso diverso vale invece per i progressi compiuti nell'ambito della fisica nucleare. Attualmente l'Iran è il settimo produttore di esafluoruro di uranio e giusto ieri ha annunciato di aver prodotto la prima barra di combustibile interamente iraniana. Inoltre, partire dallo scorso febbraio è il sesto paese al mondo a disporre di un dispositivo nucleare IR-IECF.

Ma dal momento che stiamo parlando dello sviluppo scientifico iraniano e non del suo arsenale di guerra, sarebbe ingiusto non riconoscere alla nazione mediorientale i traguardi raggiunti negli ultimi anni in svariati ambiti. Innanzitutto, l'Iran ricopre un ruolo significativo in campo chirurgico, sono infatti iraniani gli esperti che hanno sviluppato un nuovo trattamento neurochirurgico, che ha permesso alla politica americana Gabrielle Giffords di riprendersi dopo aver ricevuto una pallottola in testa. In ambito biotecnologico gli scienziati iraniani si sono distinti per la progettazione dei primi impianti bio-oculari e nella produzione di anticorpi monoclonali terapeutici. Non solo, la Repubblica Islamica dell'Iran ha raggiunto notevoli traguardi anche in campo robotico, nella produzione di microscopi a effetto tunnel e nella produzione di supercomputer. Gli enti di ricerca iraniani hanno collaborato a Lhc e alla produzione dell'acceleratore di particelle giordano Sesame, inoltre, entro il 2017 l'Iran programma di spedire il suo primo astronauta in orbita.

Tuttavia, nonostante la variegata estensione del progresso scientifico iraniano, la nazione guidata da Mahmud Ahmadinejad conquista le prime pagine per motivi molto meno lusinghieri. Anche oggi, la situazione non accenna a raffreddarsi. Dopo aver concluso la pioggia di missili nella simulazione di ieri, infatti, in queste ore il Comandante in Capo delle Forze Armate iraniane, Ataollah Salehi, hacaldamente invitato gli Stati Uniti a tenere la propria portaerei, che attualmente naviga nel Golfo dell'Oman, lontana dal Golfo Persico, e di non farselo ripetere due volte.

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