Quando il boia è democratico

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Di Filippo Ghira

Da Rinascita

 

 

Per Franco Frattini, ministro degli Esteri, esiste la pena di morte che si applica negli Stati Uniti che è giusta e perfetta e quella che si applica nei Paesi islamici che è sempre e comunque da condannare. Questa la sostanza delle esternazioni dell’ex militante del Manifesto, transitato come tanti altri di quell’area politica all’americanismo più duro e più puro. Prendendo spunto dalle condanne a morte inflitte a Sakineh Ashtiani in Iran, di Asia Bibi in Pakistan, di Tariq Aziz in Iraq e di quattro minorenni in Sudan, Frattini ha ricordato che l’Italia è impegnata in quella che ha definito “una battaglia di civiltà” contro la pena di morte. Affermazione più che condivisibile se soltanto il ministro avesse dimostrato in altre circostanze e rivolto ad altri Paesi, lo stesso zelo utilizzato per esercitare pressioni sui quattro governi e chiedere la sospensione della sentenza o la sua commutazione. Ci riferiamo ovviamente a Teresa Lewis condannata a morte e giustiziata il 24 settembre scorso in Texas con una iniezione letale per avere assassinato il marito insieme ad alcuni complici. La stessa accusa per la quale è stata condannata Sakineh. Non ci pare però di ricordare che la voce di Frattini si sia levata per lanciare un appello dai toni indignati al governatore del Texas per salvare una donna ritardata mentale e condannata in un processo dallo svolgimento molto poco lineare a detta degli esperti del settore. Un appello che sarebbe dovuto essere dello stesso spessore di quello rivolto al governo iraniano.
C’è un “dovere morale” contro la pena di morte, ha insistito Frattini, che si esplicita nell’azione all’Onu in vista di una moratoria universale. “Ogni anno, ha ricordato, raccogliamo l’adesione di nuovi Paesi e la mobilitazione internazione riesce a rallentare l’attività del boia”. Il quale, diciamo noi, negli Stati Uniti continua invece a lavorare, nonostante le recenti difficoltà di approvvigionarsi del pentotal, utilizzato per stordire i condannati. Un discorso che l’atlantico Frattini non vuole ovviamente sentire. Gli Stati Uniti, ha replicato indignato, “sono la più grande democrazia del mondo e non si può far confusione fra loro e altri Paesi dove è applicata la pena di morte”. Non vorrete mica fare paragoni tra metodi di uccisione umanitari come la sedia elettrica, la camera a gas e l’iniezione letale con quello dell’impiccagione usato a Teheran?

 

 

 

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