PROVE DI OSCURAMENTO E STATO DI POLIZIA

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 


  
  
PROVE DI OSCURAMENTO E STATO DI POLIZIA
 
Da tempo come uomini liberi che si battono per I diritti dei cittadini andiamo denunciando le strategie di potere dirette a mettere "il bavaglio" a quanti su posizioni antagoniste osano ancora fare controinformazione o comunque  usare la mente e la penna in maniera non-conforme. 

Ma il "bavaglio" non è quello di cui cianciano i gazzettieri ed i togati che, comunque, rimangono superdifesi  dalle norme che consentono loro di usare le intercettazioni per fini di parte. I pennivendoli e i giudici continuano e continueranno a colpire l'avversario di turno senza nulla pagare. Al più rimarrà la limitazione ad utilizzare il materiale d'indagine senza ricorrere con insistenza tutta italiana ai sedicenti "corvi" ed alle loro esternazioni trasformate, poi, in materiale di ricatto e di massacro dai giornalisti organici. Che sono, a ben intenderci, quelli che non conoscono il giornalismo d'inchiesta perché la loro attività da anni si è andata nel passare le veline che guardie e magistrati gli forniscono. Volgari passacarte e manipolatori di notizie "top secret".

Noi non conosciamo interventi degli Ordini dei Giornalisti diretti alla difesa - peraltro istituzionale - dei loro associati colpevoli di aver scritto notizie considerate diffamatorie nei confronti dei potenti. Conosciamo bene, invece, Ordini - dei Giornalisti e degli Avvocati -che hanno immediatamente proceduto alla sospensione  di loro iscritti perché colpevoli di "lesa democrazia". L'ex Presidente dell'Associazione per la Giustizia e il Diritto "Enzo Tortora"  sen. Filiberto Scalone venne sospeso perché imputato pretestuosamente di concorso esteno con la mafia. Salvo poi essere andato assolto senza scuse da parte di quanti, al tempo, avrebbero dovuto difenderlo. E conosciamo il "caso" dell avv. Edoardo Longo sospeso dall'Ordine degli Avvocati di Pordenone per aver sostenuto una battaglia solitaria contro la corruzione di taluni magistrati.

Solo due esempi, ma tanti potremmo farne.
Ciò che qui c'interessa è assumere una posizione forte di difesa di quanti esercitano la loro attività professionale denunciando i comportamenti scandalosi di "toghe mozze" che non tollerano per arroganza e per supponenza di essere oggetto di critiche. Intendiamoci: non conosciamo casi di denunce da parte di magistrati di giornalisti organici. A questi tutto è consentito. Sappiamo bene, invece, quanto viene riservato agli eretici. E sappiamo bene ancora che, nell'ambito di una strategia mirata, costoro devono esser messi in condizione di non nuocere. Oscuramento, appunto, e stato di polizia. Come sostenemmo il mese scorso a proposito dell' "Operazione Militia" compiuta come test per giungere ad oscurare, con lo scontato alibi dell'antisemitismo, i siti antagonisti. Un'operazione che oggi si ripete con il giornale on line Legno Storto colpevole di aver avere "diffamato" taluni magistrati solo per aver usato il diritto di critica.

Insomma per i "diversi" non c'è più spazio di presenza. Tant'è che tra le tante norme intervenute negli ultimi tempi ve ne è una che ha abolito la "tariffa ridotta" per la spedizione dei periodici introducendo la "tariffa piena" il che sta a dire lo strangolamento di fogli "alternativi" che non disponendo di fondi saranno costreti a chiudere. "Giustizia Giusta" è stata costretta a contrarre del 50% la tiratura castigando così la sua utenza composta per lo più da detenuti. E presto dovrà chiudere: per asfissia imposta da lor signori.

Già anni fa si tentò di eliminarci attraverso una serie di azioni penali con tanto di richiesta di risarcimento del danno. Furono utilizzati (non avendo avuto i magistrati il coraggio di farlo in prima persona!) pentiti speciali. Ne indico due. Il Lupomannaro Angelo Izzo. La Corte in mia assenza mi condannò ad un anno di reclusione. Pena scomparsa in appello. L'ex capo dell'Ucigos Alessandro Milioni che pretendeva la mia condanna con conseguente risarcimento pecunario per avere io sostenuto - tra l'altro - la sua responsabilità nel cecchinaggio di Pier Luigi Pagliai. Fui assolto. E però si è continuato a tentare di colpirmi dando così ancora più spessore alla mia "professione di imputato".

Cosa fare per cercare di bloccare le operazioni mirate dei camerieri delle banche? Dare diffusione alle notizie che ci vengono dal fronte di Legno Storto, fare nostre le loro denunce, offrire  solidarietà militante. Operare da subito mettendo a punto le azioni più idonee per controbbattere le strategie di potere intese all'eliminazione delle voci del dissenso.
 
Paolo Signorelli
            tn
giustizgiusta-3

 

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