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Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

di Massimo Formica (La Quinta Stagione)

 

Che Obama goda di una stampa “liberal” europea più che compiacente, non è una novità. Mentre in patria in molti lo hanno deposto dagli altari già da tempo (il suo gradimento è pari al 40% degli americani), da noi c’è ancora chi gli accende candele e lo venera. Leggetevi i titoli dei giornali nostrani, ad esempio, sulla “riforma” del sistema finanziario statunitense e la “maximulta” da 550 milioni di dollari comminata dalla SEC (Security Exchange Commission) alla Goldman Sachs, ritenuta responsabile principale, con la sua gestione “allegra” dei prodotti finanziari strutturati, dell’ attuale crisi finanziaria internazionale. A sinistra si recitano veri e propri peana. Federico Rampini, dal suo blog, esulta: “Obama ce l’ ha fatta”.

 

“La Repubblica” scrive di svolta epocale. Il “Sole24ore” parla di importante vittoria del capo della Casa Bianca. Una cortina fumogena che oggi copre la frode americana e domani tornerà buona per nascondere i truffatori nostrani. Si tratta insomma di prove generali, perché, non dimentichiamolo mai, prima o poi bisognerà “amnistiare”, con qualche multa ad hoc, anche i colossi bancari europei. Tranquilli: accadrà. Intanto Goldman Sachs si gode il suo successo. Chiude la bocca alla SEC e mette la parola “fine” ad una causa che avrebbe potuto avere risvolti inquietanti. Inoltre non cambia nessuno dei suoi uomini al vertice, come uno scandalo del genere avrebbe lasciato presupporre: d’altro canto, nessun condannato nel management della Banca… Ma è guardando agli utili della Goldman che si può capire l’ entità del trionfo.

 

La multa di 550 milioni di dollari corrisponde a poco meno del 5% degli straordinari guadagni del colosso bancario statunitense: 12 miliardi di dollari lo sorso anno. Per quest’anno si prevede un ulteriore incremento. Il primo trimestre del 2010 si è chiuso con un risultato netto di 3,46 miliardi di dollari, più del doppio dell’ anno precedente, e nel secondo trimestre, mentre Citigroup ha registrato utili in calo (-37%) e ricavi inferiori alle attese (-22%), al pari di Bank of America (utili a -9,2% e ricavi a -11%), Goldman Sachs ha guadagnato lo 0,7% . Il titolo della Banca, manco a dirlo, dopo la sentenza è schizzato verso l’alto. E tutto questo mentre la FED rivela che l’ economia americana va indebolendosi e ventila la possibilità di nuove misure di stimolo.

 

L’ espansione economica statunitense, nel 2010, sarà fra il 3% e il 3,5%, meno quindi del 3,2-3,7% previsto nel maggio scorso. Limate al ribasso anche le stime per il 2011, mentre quelle della disoccupazione sono state ritoccate al rialzo, al 9,2-9,5% per il 2010 e all’ 8,3-8,7 per il prossimo anno. E’ il calo degli indici del manifatturiero (New York e Filadelfia) a preoccupare in particolar modo gli economisti. La maggior parte delle Società si tiene a galla tagliando i costi, ma la domanda dei prodotti resta debole. Le vendite al dettaglio sono diminuite a giugno dello 0,5%, le richieste di mutui casa crollate ai minimi degli ultimi 13 anni e i disinvestimenti dai fondi pensione USA hanno toccato quota 4,1 miliardi di dollari nei primi sette giorni di luglio; e fanno 34 miliardi dall’ inizio dell’ anno. Lo spettro della deflazione, cioè di una calo di prezzi dovuto al fatto che nessuno compra, è insomma concreto.

 

La FED (la banca centrale PRIVATA americana..) ha già annunciato che non alzerà i tassi neppure l’ anno prossimo ed anzi (a differenza dei rigoristi europei…) sembra pronta a somministrare altre dosi di terapie anticrisi, iniettando nuova liquidità (soldi dal nulla, per intenderci..). Si direbbe che siamo ritornati alle condizioni dei primi mesi del 2009. E intanto le banche, non paghe del disastro provocato, continuano a speculare, per incrementare i loro guadagni. Nei loro bilanci il balzo delle attività da trading è piuttosto consistente (da 297 miliardi di dollari a 325). Il credito al consumatore, ovviamente, langue. Meglio rischiare i soldi in Borsa, che metterli nelle mani di qualche consumatore insolvente. Il rischio della Borsa è maggiore, ma maggiore è anche il guadagno.


Per Obama, come per gli europei, l’ unica riforma finanziaria seria passa per il riappropriarsi dell’ emissione di moneta. “La vittoria di Obama” è solo propaganda dei media di proprietà degli istituti di credito, che sono i veri vincitori della riforma finanziaria americana.

 

 

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