Primarie, il Pd perde anche l’autobus per Milano

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: RINASCITA

La vittoria di Pisapia alle primarie del centrosinistra di Milano è un altro duro colpo per la dirigenza del Pd. Sostenuto dalla sinistra radicale e soprattutto dall’enfant prodige Nichi Vendola, l’avvocato milanese ha strapazzato l’architetto Boeri, portato in pianta di mano da Bersani e company. La sconfitta è di quelle che lasciano il segno.


Dopo lo schiaffo di Vendola a D’Alema che aveva contrastato in tutti i modi la sua candidatura alla presidenza della regione pugliese adesso è arrivata la sberla meneghina. Il prescelto Boeri doveva secondo il segretario Bersani ottenere la consacrazione dalle primarie invece ha dovuto lasciare il passo ad un altro vendoliano. Pisapia viene da Rifondazione come lo stesso Nichi e questo nonostante la sinistra radicale sia quasi scomparsa, essendo fuori dal Parlamento. E allora l’unica chiave di lettura è che il Pd è sempre più lontano dall’elettorato. A furia di cambiar pelle, dal Pci al Pds-Ds per finire all’attuale veste democratica, il partito ha perso la propria identità e la propria autorità.

E così l’elettorato di centrosinistra preferisce altre figure, più politicizzate. Questa sberla mette ancora più a nudo l’attuale strategia del partito post-comunista troppo intenta ad abbracciare modelli d’oltreoceano che mal si addicono alla storia italiana. Oltretutto c’è da considerare un altro aspetto non indifferente, la diminuita partecipazione alle primarie per la designazione del candidato di centrosinistra da opporre alla Moratti.

Le primarie erano state accompagnate da una grande campagna pubblicitaria ma gli effetti non sono andati come previsto. Si parlava di almeno 100 mila votanti invece sono stati poco più di 60 mila. Questo vuol dire che la dirigenza del Pd non riesce più nemmeno a sollecitare l’interesse del proprio elettorato ad una competizione che sta perdendo sempre più appeal. Pisapia è indubbiamente una persona di qualità ma rimane tuttavia espressione di una certa parte politica ovvero di quella massimalista quasi scomparsa dal Paese. Quindi è difficile che possa contendere alla Moratti la poltrona di primo cittadino, non potendo attrarre il voto di centro. Non per niente già nel cosiddetto Terzo polo, Udc, Api e Fli, si pensa all’investitura di un proprio candidato: Albertini, ex sindaco del centrodestra, con l’intento di togliere ossigeno proprio al Pdl.

E Pisapia per non farsi scavalcare allarga gli orizzonti dichiarandosi pronto a rappresentare anche le altre forze politiche deluse dal Pdl. “Non ho bisogno di smarcarmi da nulla -obietta il vincitore- la mia vita politica e privata dimostra che posso dialogare con tutti e, spesso, portarli sulle mie posizioni”. Parlare a tutti i cittadini, questo l’impegno che si prefigge l’ex rifondarolo per non essere circoscritto a rappresentare solo una parte politica ben definita. Anzi sulla candidatura di Alberini per il cosiddetto Terzo polo dice che questa discesa in campo farà più male al Pdl che non al Pd, creando ulteriori divisioni all’interno del centrodestra.  

Le prime dichiarazioni di guerra di Pisapia sono riservate alle tante difficoltà di una grande metropoli come Milano, dal degrado di alcuni quartieri abitati quasi esclusivamente da immigrati al trasporto pubblico non sempre all’altezza. Ma pensare che con Pisapia al timone di Palazzo Marino le cose possano migliorare è un’iperbole.

L’immigrazione è ormai considerata dalla maggioranza degli italiani come una schiavitù e come una diminuzione dei propri diritti. Senza dimenticare la questione dei campi rom, una bomba esplosiva che la giunta di centrosinistra è riuscita a risolvere. E una eventuale vittoria di Pisapia non farebbe altro che da richiamo per altre migliaia di rom.


Quindi non c’è alcuna ricetta miracolosa del centrosinistra che possa risolvere i problemi di Milano e dintorni. Gesti di umanità sono apprezzabili ma non portano a niente se non ad acuire lo scontro tra etnie.

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In poche parole l'Italia ha fatto un giro di ...360°. Con l'unica differenza che l'elettorato "rifondarolo" è capace di riproporsi mentre l'elettorato "antagonista" è capace di "non riproporsi".


Io sono per l'Italia dei comuni feudali. Ognuno per se e Dio per tutti.



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