prigionieri d'opinione in Europa: I diritti umani che non interessano Furio Colombo

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: andreacarancini

Sembra strano, ma anche l’Europa ha i suoi prigionieri politici, i suoi “prisoners of conscience”: persone che scontano lunghi anni di galera per meri “thought crimes”, reati d’opinione. Sono i revisionisti dell’Olocausto. Una delle pochissime categorie i cui diritti umani non muovono a compassione Furio Colombo. In questo primo giorno d’autunno, un pensiero vada quindi a coloro che sono ancora in prigione, in prigione per delitto d’opinione revisionista:

· L’ingegnere francese Vincent Reynouard (N°33034, Maison d’arrêt de Valenciennes, BP 80455, F-59322 Valenciennes Cedex, Francia).


· L’ingegnere austriaco Wolfgang Fröhlich (la lettera inviata dalla nostra corrispondente francese alla prigione di Vienna è tornata indietro. Qualcuno può fornirci il suo nuovo indirizzo?).


· Il poeta austriaco Gerd Honsik (JA Wien-Simmering, Brühlgasse 2, A-1110 Vienna, Austria).


· L’avvocato tedesco Sylvia Stolz (JVA, Münchener Str. 33, D-86551 Aichach, Germania).


· L’avvocato tedesco Horst Mahler (Anton-Saefkow-Allee 22, D-14772, Brandenburg/Havel, Germania).

Vi sono anche i prigionieri usciti di prigione, come Ernst Zündel e Germar Rudolf, che non hanno ancora potuto raggiungere le loro donne negli Stati Uniti, e che sono sotto sorveglianza permanente.

Vi sono anche tutti coloro che sono stati condannati a pene detentive o che sono sul punto di esserlo e che, tutti, affermano nondimeno le loro convinzioni revisioniste: il francese Georges Theil, lo spagnolo Pedro Varela, i tedeschi Günter Deckert, Manfred Roeder, Marcel Wöll, Dirk Zimmermann, Kevin Käther, ecc.

MA…

Se grazie alla vostra firma, la petizione lanciata da Paul-Eric Blanrue per chiedere in Francia l’abolizione della legge Fabius-Gayssot avrà successo, le cose potrebbero cambiare, dapprima in Francia e poi, di rimbalzo, negli altri paesi. Dunque, pensate ad apportare il vostro sostegno a tutti questi prigionieri collegandovi con il sito:http://abrogeonslaloigayssot.blogspot.com/

Alla fine del “Texte complet de la pétition” si legge:
“Pour signer cette pétition, merci, d’indiquer vos nom et prénom, ainsi que votre ville (et votre profession si vous le désirez) à cette adresse: eugenie.blanrue@laposte.net “.

 

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