POVERI D’ITALIA

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: Il Fondo Magazine


Italia, 15 luglio 2010 - E mentre la disputa politica si incarognisce per decidere se un Nicola Cosentino qualsiasi valga o non valga la pena di far saltare il governo, il popolo assiste impotente al suo impoverimento. 2 milioni e 657 mila famiglie, ovvero: 7 milioni 810mila individui, pari al 13,1% dell’intera popolazione italica vivono in condizioni considerate al di sotto del minimo necessario per sopravvivere. Sono i dati ufficiali Istat, riferiti al 2009, diffusi oggi.


In particolare: 3 milioni e 74 mila individui (il 5,2% dell’intera popolazione che nel Sud d’Italia arriva al 7.7%) risultano sprovviste di qualsiasi fonte di reddito: povertà assoluta, quindi. Quelle in povertà relativa invece, sono costrette a vivere con meno di 490 (dicasi: quattrocentonovanta) euro al mese, sufficienti al massimo per garantirsi un minimo di vitto senza alloggio.


A parte che già così come proposto il dato risulta più che allarmante, bisognerebbe però  chiedere all’Istat secondo quali criteri quella soglia di 490 euro stabilisca il limite sopra il quale non si sarebbe neanche più poveri “relativi”: ché, forse, chi ne guadagna 500, deve considerasi se non ricco almeno abbiente? L’ho sempre detto che la statistica è quella scienza secondo la quale se tu mangi due polli e io nessuno, risulta che ne abbiamo mangiato uno a testa…


Però – dicono – c’è di che consolarsi: non si registrano peggioramenti rispetto al 2008. Ovvero: le soglie di povertà, assoluta o relativa, rimangono invariate. Aspettiamo di vedere come sarà andata nel 2010 e poi ne riparliamo.


Avanti, popolo (delle libertà).

 

 

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