POVERA ITALIA!

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: Circolo Culturale Clemente Graziani

Ieri abbiamo assistito all’ennesima farsa del parlamentarismo italiano – stavamo per scrivere l’ultima, ma al peggio non c’è mai fine – è stato varato il primo governo Scilipoti, e non è un errore di battitura.


Lo spettacolo offerto da Roma è stato indecente: un parlamento dove si è rischiata l’aggressione fisica tra parlamentari, la città messa a ferro e fuoco dai soliti centri sociali che, in ultima analisi, sono i “ barboncini” di Berlusconi, in quanto portano sempre acqua al suo mulino, le opposizioni, compreso il neonato – e già abortito – FLI che presentavano una mozione di sfiducia senza spiegare come e con chi avrebbero fatto il nuovo Governo, il PDL e la Lega tutti presi a corteggiare gli indecisi, e questo è un comune eufemismo.


Alla fine della giornata Fini – il vero e solo sconfitto -  è platealmente scappato dal Parlamento, i pidiellini che esultavano per i 3 voti di differenza, una serata tutta dedicata alle valutazioni, dimenticandosi di fare l’unica,vera analisi: ieri ha perso l’Italia e quello che resta di questa “ democrazia “ parlamentare.

In serata il “ duetto “ Biondi-Bocchini a Ballarò è stato patetico: i due facevano a gara per dimostrare chi era più asservito agli interessi atlantico-israeliani, nessuno ha parlato dei veri problemi che assillano questa nostra , povera, martoriata nazione.


Tutti hanno agito per il bene dell’Italia, ci mancherebbe altro,nessuno per i suoi bisogni particolari – in questi giorni passati si vociferava di decreti ingiuntivi, mutui da pagare,finanziamenti a scuole private – ma la sola unica,chiara ed irrevocabile parola d’ordine era: il bene del Paese.


Viviamo in una nazione il cui debito pubblico, nell’ultimo mese, è aumentato di 23 miliardi, in cui le ore di cassa integrazione sono arrivate alle stelle,in cui il lavoro precario la fa da padrone,in cui,moltissime famiglie italiane, non riescono più ad arrivare alla fine del mese,in cui non si vede futuro per i nostri figli,in cui le aziende o scappano all’estero o disdicono i contratti collettivi – vero Marchionne – per tornare ad un tipo di capitalismo ottocentesco, da padrone delle ferriere, per intenderci.

La crisi economica, che è crisi strutturale, di sistema, che anziché migliorare peggiora: stanno fallendo gli Stati e quando, inascoltati e presi per visionari, anni fa, sostenevamo che l’Argentina era soltanto la prima vittima del mondialismo, tra i Paesi mondialisti, venivamo derisi.


Ma le considerazioni che volevamo portare alla vostra attenzione sono altre.

E’ il capitalismo che è in crisi da quando gli Stati hanno rinunciato a battere moneta ed hanno demandato questo compito ai privati – le banche centrali sono SPA non in mano pubblica, come si vorrebbe far credere - , da quando si è voluto diabolicamente insistere sul gigantismo produttivo, non capendo che la società dei consumi stava tirando il collo e che era molto meglio sviluppare quello che restava delle piccole e medie imprese,quelle artigianali, per intendersi, da quando si è creduto che si potesse impunemente continuare a sfruttare le risorse non rinnovabili della terra, da quando si è creduto di continuare a costruire città non più a dimensione uomo, ma a dimensione speculatori, da quando si è voluta abbandonare al suo destino l’agricoltura.


Crediamo, che al di là ed al di sopra delle vicende parlamentari, sia giunto il momento di dare vita ad una vera e propria inversione di tendenza; è urgente, diremmo improcrastinabile, “ creare” l’uomo, creare una nuova classe dirigente che intenda la politica come funzione di servizio al popolo e non come  un sistema come un altro per farsi i propri sporchi affaracci personali.


Per questo abbiamo dato vita al Laboratorio Politico Forza Uomo: non riuscimmo a disintegrare il sistema anni addietro, prepariamoci alla sua implosione oggi.


La democrazia è una cosa troppo seria per lasciarla ai soli democratici.

 

                               fini casini rutelli montezemolo

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Vorrei si parlasse, al pari dell'operatore ecologico, dell'operatore politico!



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