PERCHE' I RIBELLI NON RIESCONO A CONQUISTARE TRIPOLI ?

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

agosto 24, 2011 di byebyeunclesam

L’unico cambiamento nel governo libico avverrà dall’interno, e non sarà il cambiamento atteso dalla Francia, ma dalla gioventù mondiale.

Di Basem Tajeldine, membro dell’African Centre of Knowledge, per mathaba.net
13 Luglio 2011

Nulla sembra scalfire il governo della Libia dopo oltre quattro mesi di intensi bombardamenti NATO ed oltre 4300 missioni aeree. Centinaia di bombe di precisione all’uranio impoverito [1] sono state sganciate indiscriminatamente sul popolo libico dall’inizio dell’aggressione imperialista ad oggi, uccidendo oltre mille civili innocenti e ferendone altre migliaia.
La NATO intensifica i bombardamenti e massacra il popolo libico con la falsa scusa di “difendere la vita degli abitanti”, ma nessuno riesce a spiegarsi per quale motivo il popolo della Libia rimane saldo e leale al proprio governo. Il popolo continua a mantenersi alla guida della resistenza pur nelle dure condizioni dell’embargo economico e contro il terrorismo di Stato sistematico e criminale dei Paesi aderenti all’Alleanza Atlantica.
Gli spregevoli “alleati” della NATO non si attendevano di trovare una simile resistenza popolare in Libia. Molte persone sono confuse. Come è possibile che il presunto “mostro e genocida” – come i media occidentali descrivono Gheddafi – abbia subito vari attacchi su diversi fronti, continuando a godere del sostegno della maggior parte dei Libici? E perché sul terreno questi terroristi “ribelli” non riescono ad allontanare “il tiranno più odiato” dal proprio popolo? Da dove proviene la forza di Gheddafi?
Sono strane queste missioni “umanitarie” che uccidono civili innocenti e distruggono intere infrastrutture civili del Paese con il pretesto di difendere il popolo libico. Sono strani questi “ribelli” o “rivoluzionari” oppure – secondo la stampa internazionale – questi “civili indifesi” che affrontano il governo di Muammar Al Gheddafi sostenuti da forze straniere. Sono strani anche i capi del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT), che richiedono ogni giorno sempre più soldi ed armi per uccidere i propri “fratelli”.
Sono bugiardi quei giornalisti membri dei networks transnazionali che ogni giorno riportano presunti avanzamenti di gruppi di “ribelli”, mostrandoci assurdi video di falsi combattimenti tra ribelli e truppe libiche, mentre in realtà i luoghi di queste presunte battaglie rimangono sotto il controllo dell’esercito e della milizia popolare fedele al governo libico.
Sono invece degli stupidi quelli che credono a tutte queste menzogne, ripetendo a pappagallo le falsità imperialiste. Chiediamoci questo: se il popolo libico odia Gheddafi, perché dopo quattro mesi di intensi bombardamenti questi “ribelli libici” non vanno a prendersi il controllo dell’area più popolosa della capitale Tripoli?
Possono chiamarsi “ribelli libici” quelli che eseguono gli ordini militari delle potenze imperiali? Quelli che stanno assicurando la distruzione del loro stesso Paese e la morte dei propri fratelli, e contro i propri fallimenti militari, perché non cercano di negoziare un’uscita dal conflitto e una riconciliazione con la controparte? Questi “ribelli” godono di autonomia? O si tratta solo di indegni e vergognosi mercenari al soldo delle potenze straniere?
Ribelli si definiscono coloro che combattono contro il sistema esistente in quanto portatori di ideali progressisti. Ma la realtà è che questi gruppi sono tutto l’opposto. I “ribelli libici” erroneamente detti, non sono altro che comuni mercenari al servizio della NATO che cercano di imporre gli interessi del proprio padrone. La loro stessa esistenza e le loro azioni in Libia sono il prodotto di un piano chiaramente orchestrato, preparato con ampio anticipo, come scrivono molti altri studiosi che hanno scoperto la verità che si cela dietro il conflitto libico [2].
Ero presente in Libia durante i momenti più difficili dell’aggressione imperialista della NATO, ed ho visto di persona che cosa realmente accade lì, la realtà più dura, triste e crudele che sperimentano questi popoli fratelli [3]. Questo mi permette di confermare tutto ciò che ho scritto. Le truppe libiche non affrontano direttamente i gruppi di mercenari. No. L’esercito libico resiste all’aggressione imperialista delle forze aeree NATO, le quali bombardano la popolazione e preparano il campo che deve essere poi occupato dai mercenari. Questi hanno il triste ruolo di fungere da esercito di occupazione, agli ordini della NATO. Il pronto ripiegamento tattico dell’esercito libico, di fronte ai bombardamenti, immediatamente porta ad un contrattacco libico che costringe i mercenari ad arretrare codardamente.
Ogni giorno che passa senza che la NATO raggiunga il proprio obiettivo prefissato di uccidere Gheddafi – comunque in violazione della stessa Risoluzione ONU n.1973 – i gruppi mercenari sono sempre più screditati agli occhi dei Libici delusi che rimangono, ed anche agli stessi occhi del mondo. Maggiore è la forza di aggressione, più facilmente le maschere delle forze imperialiste mercenarie cadranno, e più forte crescerà la resistenza armata dell’esercito e dei civili della Libia, alzando il morale e la determinazione nel proseguire i combattimenti.
La NATO e i suoi alleati sanno che il tempo è contro di loro, che la coscienza del popolo libico ed il loro odio cresce proporzionalmente ai crimini subiti. Così si spiega il segreto della forza di Muammar Al Gheddafi. La peggiore disgrazia di un esercito coloniale sono le menti decolonizzate di un popolo determinato a morire per ciò in cui crede.

NOTE:
[1] Servizi di Rolando Segura, giornalista di TeleSur.
[2] Vedi articoli di Michel Chossudovsky, Pepe Escobar, James Petras.
[3] Vedi l’articolo “From the Tunisian rebellion to the Libyan resistance”, sul sito Cuba Debate.

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