OSTARA

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

di: Alberto B. Mariantoni ©

La festa di Ostara o Oestara celebra la rigenerazione della natura e la rinascita della vita.

 

La festa in questione – attestata, nel VIII secolo, perfino dal monaco benedettino Bède il Venerabile, nel Cap. XV (De mensibus Anglorum o i mesi degli Inglesi) del suo “De temporum ratione” – sembra essere di origine specificatamente germanica e prendere direttamente il suo nome, dalla Dea Éostre o Eostar Eastre: l’allora Patrona della fertilità delle popolazioni anglo-sassoni.

 

In realtà, con il nome di H2eus(os) Hausos (Dea dell’Aurora, della preistorica religione Kurgan), la troviamo già – come è confermato da James Patrick. Mallory e Douglas Quentin Adams (Oxford Introduction to Proto-Indo-European and the Proto-Indo-European World. Oxford University Press, London, 2006, pp. 409, 410, 432) – nel passato remoto dell’antica Civiltà indoeuropea o, se si preferisce, delle tradizioni culturali e cultuali dell’insieme dei primordiali locutori di quel particolare gruppo linguistico o proto-linguistico che, oggi, definiamo l’Indoeuropeo.

 

 

In altre parole, nel corso dell'antichità pre-cristiana, il culto ed i festeggiamenti che erano dedicati alla rigenerazione della natura ed alla rinascita della vita, erano largamente praticati e diffusi, non soltanto in tutta l'Europa continentale ma, addirittura, in una larga parte della Penisola indiana.

 

Con la diffusione del Cristianesimo (dopo il IV secolo), quegli stessi riti ed i diversi e variegati cerimoniali che vi erano associati, vennero artificiosamente e forzatamente assimilati alla commemorazione della Pasqua cristiana, la cui data di celebrazione, sin dall’inizio, venne fatta coincidere, guarda caso, con il primo plenilunio, dopo l'Equinozio di primavera.

 

Per rendersene conto, è sufficiente sapere che, in alcune lingue europee, la nuova festa cristiana – vista la completa estraneità che quest’ultima aveva con i culti autoctoni del nostro Continente – continuò addirittura a conservare l’originale terminologia dell'antica ricorrenza pagano-germanica.

 

Ancora oggi, infatti, in inglese, la Pasqua (cristiana) è detta, Easter, ed in tedesco, Ostern.

 

In tutta l'Europa, infine, le antiche festività indoeuropee riuscirono ugualmente a conservare alcune delle usanze e consuetudini che ad essa erano connesse o correlate. Tra queste: la simbologia allegorica del coniglio (simbolo di fertilità e di prosperità) e quella dell'uovo, metafora o espressione figurata dell'embrione primigenio da cui sarebbe scaturita la vita.

 

Altro che Pasqua... dunque, della “tradizione” colonizzatrice che ci è stata subdolamente imposta nel corso degli ultimi 17 secoli!

 

 

Pertanto, per non rischiare di dover sbagliare gli Auguri dell’attuale ricorrenza, accontentiamoci di ispirarci alla festa originaria e naturale della nostra più ancestrale e radicata tradizione.

 

Buona Ostara a tutti!

 


 

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