ORGANIZZIAMO LE COMUNITA' DI POPOLO

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

I fatti della Grecia ci inducono a qualche considerazione sconveniente.

Abbiamo visto che in quel Paese il liberismo sfrenato di BCE, UE e FMI ha dato il meglio di sé ed ha applicato alla perfezione il suo postulato principale: “ si può fare tutto ma in base ad una procedura”.

Anni fa, in mirabili pagine, Josè Antonio scriveva: “ poco importa al liberalismo che un popolo decida di suicidarsi, purchè il proposito di suicidio sia regolarmente sottoposto alla procedura elettorale “ ( maggio 1934 ) e continuava “ Lo Stato liberale non crede a niente, tantomeno a se stesso. Assiste a braccia conserte ad ogni sorta di esperienza, ivi comprese quelle destinate a distruggerlo. Gli basta che tutto si svolga seguendo talune regole procedurali”.

Per il liberismo, i popoli, le nazioni, non sono interlocutori principali, ma secondari e neanche molto significativi. Il suoi interlocutori privilegiati sono le ditte, le multinazionali, il mercato, non le nazioni ed i popoli.

Con questo pensiero hanno distrutto quel che restava delle Comunità di Popolo, Comunità nelle quali una qualsiasi persona era disposta a sacrificarsi e ad operarsi per il bene della Comunità stessa. Nella società mercantile, voluta dal liberismo, nessuno è più disposto a sacrificarsi per la Comunità, nessuno vuole più accollarsi il fardello dei doveri per la semplice ragione che ha abituato, quel che resta del popolo, a dare la priorità ai diritti rispetto ai doveri.

Lavorare è un dovere. Io mi presento in una qualsiasi azienda dicendo quello che so fare, e questo è il dovere verso il quale mi impegno, a fronte di questo mio dovere chiedo dei diritti, solo allora, se io adempio al mio dovere e l’altro non adempie ai diritti, bisogna agire e pesantemente.

L’assunto delle Comunità è diametralmente opposto a quello del liberismo: lo svolgimento del dovere mi da accesso a dei diritti.

Se così non fosse qualsiasi tipo di società è destinata alla morte per il semplice motivo che nessuno intende più impegnarsi per essa.

Castoriadis descriveva in maniera ottimale quello che sono le odierne nazioni:

“ Le società occidentali sono assolutamente decomposte. Non esiste più al loro interno una visione d’insieme che permetta di determinare e di applicare una politica….Le società occidentali non sono più, praticamente, degli Stati…..Sono semplicemente agglomerati di lobbies, che tirano a campare alla giornata, ma ognuna delle quali è capace di bloccare qualsiasi azione contraria ai suoi interessi”.

Per noi l’Idea fondamentale è che sono le Comunità di Popolo, e di conseguenza le Nazioni, il soggetto principale della vita civile. L’economia deve essere posta al servizio della Nazione e non viceversa, come avviene oggi.

L’economia è un mezzo politico, non un fine a se stesso. Essa deve contribuire a rinsaldare e rinvigorire la sovranità e l’indipendenza nazionale, è ora di dire basta a tutti quei cialtroni della stampa e della televisione di regime, per non parlare dei politici, più o meno mascherati da tecnici, che ci propinano, da mane a sera, che è necessario rinunciare alla sovranità nazionale a favore di questa Europa, della BCE e delle banche, per restare in questo circuito mortale.

Abbiamo visto quale è la solidarietà europea di fronte al dramma della Grecia. Questa storia ha dimostrato, come se ce ne fosse stato bisogno, che questa Europa è morta, che questa Europa è una vecchia baldracca che ha puttaneggiato in tutti i bordelli contraendo tutte le infezioni liberal-capitaliste.

Questa Europa ci ha dimostrato, in maniera lapalissiana, come con l’intrigo economico si distruggono gli Stati, si azzera la sovranità nazionale, si considerano i cittadini al pari dei bancomat: spremere finchè c’è sangue, e quando il sangue sarà finito, che muoiano tranquillamente, non ci interessano più, non c’è più niente da prendere, sotto un altro.

I soliti cialtroni, chiamati mass-media, ci vogliono far credere che la crisi è mondiale, ma non è così, la crisi è di questo occidente americanizzato, prova ne sia che Cina, Brasile, India e tanti altri non hanno la “nostra “ crisi, ne sono immuni.

Questo sistema ci sta portando alla catastrofe ed alla fame, questo sistema sta travolgendo l’intera Europa, questo sistema ci sta dimostrando che la crisi è del capitalismo, che non è né sistemica né monetaria: abbiamo poco tempo per reagire. Costruiamo l’azione di riscossa delle Comunità di Popolo.

Claudio Marconi

IL RIBELLE

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post