Operazione ‘Moshtarak’, attacco ai talebani, punizione collettiva o azione di facciata?

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

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Abbiamo già alle spalle 5 giorni dell’operazione Moshtarak, termine che in persiano significa “insieme”; già perchè la NATO e gli USA vogliono dire che “insieme” alle forze afgane hanno voluto combattere i talebani proprio in una delle loro roccaforti, la regione di Helmand.

Ebbene 5 giorni è un momento opportuno per fare un pò di bilanci; sul terreno non risulta che la “grande spedizione” abbia portato a precisi risultati; sì sono stati uccidi dei talebani ma nessun posto è stato conquistato di fatto e i talebani sono ancora lì a combattere.
Ma se sul piano militare l’operazione è discreta, risulta disastrosa sotto il profilo umanitario. Infatti, secondo decine e decine di testimonianze degli abitanti della regione di Helmand, la violenza degli eserciti stranieri nei confronti della gente è inaudita, i villaggi vengono rasi al suolo, i bombardamenti a tappeto uccidono senza scrupoli.
Sono circa 10 mila gli afgani che hanno lasciato casa solo per scappare e mettere in salvo la propria vita. Uno di questi profughi ha lasciato la sua testimonianza al quinto canale della tv francese: “Hanno distrutto tutto nel nostro villaggio; non vogliamo più sangue, non vogliamo più bombe della NATO”.
Anche un veterano di guerra USA, Jack Diliberto, ha detto all’agenzia Russia Today che le truppe americane non hanno informazioni sufficienti per fare distinzione tra civili e talebani.
Secondo Vahidullah Masoud, giornalista afgano che scrive per la France Presse il numero di forze impiegate dalla NATO per l’operazione, e il numero elevato di giornalisti embedded e tutto il rumore che si sta facendo intorno a questa operazione dimostra che più che militare, l’azione è di natura politica.
In pratica secondo l’esperto afgano l’operazione non ha un obbiettivo vero e proprio ma vuole solo dimostrare che gli eserciti occidentali sono forti in Afghanistan e che persino le loro azioni di guerra sono sicure; ciò per incoraggiare i paesi alleati degli USA a mandare più forze nel paese. L’unico obbiettivo dell’operazione, con quest’ottica, è mettere a ferro e fuoco la regione ed uccidere, gente o talebani non fa differenza; l’importante è non subire perdite per poter poi dire al mondo: mandate i vostri soldati, tanto quì è tutto a posto.
da: IRIB 

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