Oggi a Roma

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

di byebyeunclesam

”L’Italia ha tradito Gheddafi”, ”fuori la Nato dalla Libia e dall’Italia”. Con questi slogan una centinaio di manifestanti di nazionalità italiana ha manifestato davanti alla Farnesina per protestare contro l’intervento militare italiano e internazionale in Libia e per manifestare la propria solidarietà alla Grande Jamahiryia.

Alla manifestazione hanno aderito diverse associazioni italiane e un gruppo di supporto di nazionalità serba al rais libico. ”Amicizia e solidarietà a Gheddafi e alla Jamahiryia”, recitava un grande striscione posto alle spalle dei manifestanti scesi in piazza in occasione del terzo anniversario del Trattato di amicizia italo-libico. Un accordo che ”abbiamo tradito danneggiando l’immagine e gli interessi dell’Italia e dimostrando che non si può contare sulla legalità internazionale”, è stata la denuncia dell’ex senatore del Prc, Fernando Rossi, secondo il quale la guerra civile in Libia è stato ”uno scenario inventato dai grandi media”.


Per i dimostranti, proprio i media, insieme alla Nato e agli Stati Uniti, sono tra gli ”artefici” della caduta del colonnello. ”L’Italia è occupata militarmente, politicamente ed economicamente dalla Nato”, ha ancora evidenziato Rossi. Al sit-in hanno aderito anche alcune delle hostess che incontrarono Gheddafi nel corso delle sue recenti visite a Roma.

”A Tripoli erano tutti a favore di Gheddafi, e c’erano gli ospedali pieni di pazienti rimasti feriti dai bombardamenti della Nato”, hanno raccontato Rea e Clio, due delle ragazze che incontrarono Gheddafi e che nel luglio scorso hanno visitato la capitale libica, secondo le quali ”noi europei e imperialisti abbiamo ucciso la Libia”. E al termine della manifestazione il tenore Joe Fallisi ha intonato le note del brano ‘O madre Jamahiryia’ ribadendo che la guerra libica è ”una pagina nera per gli italiani e per la popolazione araba”.

UN SENTITO RINGRAZIAMENTO VA A TUTTI COLORO I QUALI HANNO VOLUTO PARTECIPARE.
SEGNO PICCOLO MA NON INSIGNIFICANTE CHE IN ITALIA ESISTE ANCORA UNA COSCIENZA CRITICA E LA VOLONTA’ DI USCIRE DA UN’INTOLLERABILE SITUAZIONE DI SUBORDINAZIONE

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