Napolitano, il fraticello di Assisi

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

DownloadedFile-copia-3.jpegDi: Giancarlo Chetoni

Serenella Mattera sull’  Ansa del  30 Luglio  ci ha presentato un Presidente della Repubblica di 86 anni, spartano, quasi indigente che da esempio alla politica e ai politici,  un Capo dello Stato pressoché in mutande.

Cosa che, davvero, ci strazia il cuore.

Napolitano – ci racconterà – tira la cinghia alle spese del Qurinale con 15.048.000 milioni  restituiti allo Stato nel triennio 2011-2013 e 562.737 nel 2014.

Restituiti ?

Ha sbagliato la declinazione del verbo ?  Macchè

Lo ha ripreso pari, pari dalla dichiarazione del Segretario Generale  Domenico Marra sul Portale del Quirinale  che dà gli “ spiccioli “  per già arrivati nelle casse dell’Amministrazione Pubblica con 1.095 e 1.460 giorni di anticipo.

A babbo morto o già ampiamente decaduto dalle funzioni di rappresentanza.

In compenso il Capo dello Stato si priverà, per autonoma decisione, da quest’anno fino alla scadenza del suo mandato dell’adeguamento all’indice dei prezzi al consumo del suo appannaggio.

Fino ad oggi non ha mai pensato di rinunciarci.  La sua data di insediamento al Quirinale risale al 18 Maggio del 2006 anche se nel frattempo si è continuato a torchiare bene, bene, decine di milioni di italiani per mettere in pari i conti della Pubblica Amministrazione.

Peccato che nessuno voglia dirci l’entità delle somme percepite fino ad oggi per 38 anni di attività parlamentare e di indennità spettanti a Napolitano  come senatore a vita, lasciando da parte gli importi di quiescenza percepiti dalla SignoraClio.

L’espediente usato da Marra la dice lunga sulla trasparenza che circonda la lussuosissima  Casa degli Italiani  già residenza dei Pontefici di Santa Romana Chiesa ispirati, come si sa, all’  “ ora  el  labora “  del poverello d’Assisi  investito postmortem  dalla  santità.

Perché è stata scelta da Marra la data del 30 Luglio per l’annuncio in pompa magna dei  futuri tagli ?

Semplicemente per dare un bel tocco di spontaneità con 24 ore di anticipo alla restituzione del dovuto in forza dei decreti legge emanati da Tremonti per l’applicazione del contributo di solidarietà sulle pensioni e per la riforma delle quiescenze del 5 e del 10 % e sugli stipendi per la parte eccedente i 90.000 e i 150.000 euro all’anno.

Faccenduola che mette bene in luce le miserie retributive e di fine lavoro percepite dal personale in forza al Quirinale.

La Mattera poi passerà a quantificare l’assegno erogato dal Ministero dell’ Economia al “ presidentissimo “ determinato – ci farà sapere – da una legge dello Stato ai sensi dell’art. 84 della Costituzione che resterà pari a 239.181 euro l’anno lordi ( 136.397, 81 euro al netto delle ritenute fiscali ). Ampiamente  meno di quello  che serve in un anno  per igienizzare  i sanitari  degli appartamenti personali  di Napolitano e consorte nelle sedi di Qurinale, Villa Roseberry e Castel Porziano.   

Non ci lasceremo impapocchiare da questa enorme precisione, anche centesimale, nel fare i conti in tasca al “presidentissimo “ fatta dalla Casta della carta stampata.

Chi meno ha più è libero.

I giochi di prestigio stanno cominciando a fare flop clamorosi.

Insomma per la Mattera il Presidente Napolitano guadagna appena qualcosina  in più  di 10.000 euro al mese mentre l’appannaggio dell’ Inquilino del Colle è rapportabile a quello  risultante  dalle dichiarazioni di reddito del più mal messo, disgraziatissimo, novizio dei peones che lascia il lavoro professionale per mettere le chiappe sui banchi di Montecitorio o di Palazzo Madama prima che cominci a capire la  “ necessità “ di  darsi da fare.    

Di lavoratori che arrivavano dalla catena di montaggio a Camera e Senato non se ne vedono più ormai da un bel pezzo.

Quello tirato via dalla Uil di Terni dopo il rogo della Thyseen non lo si sente da inizio mandato.

Abbiamo già segnalato al Ministro Tremonti la necessità, se non lo ha ancora fatto, di far recapitare a Roma  una cartella delle tasse.

 

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