Monte Ci(b)orio e dintorni

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Da:Rinascita

Di:Ugo Gaudenzi

 

Che bello! Il 27 e 28 ottobre italiani – forse - al voto.
Chissà. Forse l’indicazione leghista di una data così emblematica, come quella del 28 ottobre (1922), per le elezioni anticipate, è in realtà lo scherzo luciferino complottato con La Russa per giocare con il destino di Gianfranco Fini, il cui tonfo dovrebbe – ripetiamo, dovrebbe… -  essere pari a quello del Facta.
Oppure la scelta di una tale data ha motivazioni più prosaiche.
Per esempio, far passare quei due anni e mezzo di legislatura che un bel dì daranno anche ai parlamentari con mandati parlamentari dimezzati il diritto di godere una lauta pensione.


Oppure ancora, è solo tattica e “grande manovra”. Per ottenere, al più presto, la discesa dell’ex pupillo di Almirante dal seggiolone di Monte Ciborio e poi… e poi si vedrà (quando una stella cade tutto il suo sistema di pianeti si spenge).
Vedremo che cosa porta con sé questo scampolo d’estate e inizio d’autunno.
L’unica cosa che a noi disturba, nell’assistere al teatrino cui sopra, è la coscienza che qualsiasi cosa di quelle citate accada, non cambierà un bel nulla per il popolo italiano.


La crisi rimarrà tale.


Marchionne, Marcegaglia e Co. continueranno a propagandare e ad attuare il loro “nuovo piano sociale”, con tutti e quattro o cinque i sindacati ormai più che gialli, genuflessi, e lavoro sempre più precario.
Draghi e banchieri e usurai varii, continueranno a discettare sulla necessità di “manovre” lacrime e sangue per fermare il debito (che poi non è nient’altro che il cumulo di interessi che ogni cittadino è chiamato “sua sponte” a versare alle banche dispensatrici di prestiti…).


Le aziende strategiche – o quel poco che ne resta, dalla Fincantieri alla quota Eni da cui “detrarre” la Snam per volontà dei “fondi” usurai americani – continueranno ad essere spezzettate e svendute, come sta accadendo alla Tirrenia, nel nome del libero mercato.



Il costo della vita continuerà ad aumentare, i redditi a diminuire, il Bel Paese ad andare in malora.
E i “grandi progetti” – dalle opere infrastrutturali alle riforme della giustizia o della costituzione – promesse ad ogni tornata elettorale rimarranno lettera morta, salvo quel poco che basta per mandare avanti il governante di turno.
In compenso, moriremo un tantinello in più per gli americani. In Afghanistan o dove il Grande Padre Bianco (abbronzato) di Washington vorrà esportare la sua democrazia.


(Vi pare poco? Acquisiremo certamente meriti per l’Al di là. Per l’Al di qua ci penseranno i “Regolatori” del genere umano, la grande finanza e il libero mercato.
A meno che… A meno che gli uomini liberi non si riconoscano tra loro, non facciano comunità e non operino per il bene comune.)

 

U.G.

 

 

 

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