minima immoralia

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 


I DOLORI DEL CAMERIERE FRATTINI 

Il servente di Obama e di Israel si trova sempre più imbarazzato perché non riesce ad assumere una posizione "coerente" ed "accettabile" a livello di politica estera in riferimento a questioni di politica interna. Intercettazioni sì o intercettazioni no?


L'abbronzato dice sì e La Rue in nome del cazzeggio tribal-onuale dice no. Vi invitiamo a leggere quanto già scrivemmo su "Giustizia Giusta" e quanto oggi si propone in termini esattamente asimmetrici nelle parole di La Rue. Commenti? Servi, bastardi, ciarlatani della politica e chi più ne ha più ne metta.


I merdaioli delle "caste" non hanno più neanche il pudore di raffrenare le loro esternazioni. Non sono solo al di sotto dell'etica ma lo sono, soprattuto, dell'estetica.

Che si fottano: noi dovremo essere pronti ad aiutarli.


Paolo Signorelli

 

 

Per le intercettazioni intervengono gli Usa

Gli Usa auspicano chele nuove norme indiscussione in Italiasulle intercettazioni non compromettano “l’ottimo lavoro” che fino ad oggi hanno saputo svolgere imagistrati italiani. Ne è convinta l’amministrazione Usa di Barak Obama, secondo la quale le intercettazioni sono “essenziali per le indagini”. Ad affrontare oggi il problema è stato il sottosegretario al Dipartimento penale statunitense, Lanny A. Breuer, nel corso di una conferenza stampa

all’ambasciata americana a Roma.


“Quello che non vorremmo mai è che succeda qualcosa che impedisca ai magistrati italiani di continuare a fare l’ottimo lavoro svolto finora”, ha spiegato il funzionario americano. “Avete ottimi magistrati e ottimi investigatori. La legislazione finora in vigore in Italia è stata molto efficace”, ha concluso Breuer.

 

 

Il relatore dell'Onu sulla libertà di espressione: "abolire o modificare" il disegno di legge sulle intercettazioni perché "se adottato nella sua forma attuale può minare la libertà d'espressione". Frattini: "Sono sconcertato, il parlamento è sovrano e decide". 

Ginevra - Il governo italiano deve "abolire o modificare" il progetto di legge sulle intercettazioni perchè "se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia". Lo ha detto il relatore speciale dell’Onu sulla libertà di espressione, Frank La Rue in un comunicato. 


"Consapevole delle preoccupazioni per la privacy" La Rue si è detto "consapevole" del fatto che il disegno di legge vuole rispondere alle preoccupazioni relative "alle implicazioni della pubblicazione delle informazioni intercettate per il processo giuridico e il diritto alla privacy". Ma ha precisato che "il disegno di legge nella sua forma attuale non costituisce una risposta adeguata a tali preoccupazioni e pone minacce per il diritto alla libertà di espressione". Ricordando le manifestazioni contro il progetto di legge del 9 luglio scorso, l’esperto ha quindi raccomandato al governo di non "adottarlo nella sua forma attuale, e di impegnarsi in un dialogo significativo con tutte le parti interessate, in particolare giornalisti e organizzazioni della stampa, per garantire che le loro preoccupazioni siano prese in considerazione". E si è detto pronto "a fornire assistenza tecnica per garantire" che il ddl "rispetti gli standard internazionali dei diritti umani sul diritto alla libertà di espressione".   


Ostacolo al lavoro dei giornalisti Secondo il progetto di legge 1415, ricorda la nota, chi non è accreditato come giornalista professionista può essere condannato alla reclusione fino a quattro anni per la registrazione di qualsiasi comunicazione o conversazione senza il consenso della persona coinvolta e la diffusione di tali informazioni. "Una sanzione così severa -ha sottolineato l’esperto - minerebbe seriamente il diritto di tutti gli individui a cercare e comunicare informazioni, in violazione della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, di cui l’Italia è parte".


La Rue, incaricato dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu di monitorare la situazione del diritto alla libertà di opinione ed espressione nel mondo, ha inoltre espresso preoccupazione per la prevista introduzione di una sanzione per i giornalisti e gli editori che pubblicano materiale intercettato prima dell’inizio di un processo. "Una tale punizione, che include fino a 30 giorni di carcere ed una sanzione fino a 10.000 euro per i giornalisti e 450.000 euro per gli editori, è sproporzionata rispetto al reato", ha affermato. Inoltre, "queste disposizioni possono ostacolare il lavoro dei giornalisti di intraprendere giornalismo investigativo su questioni di interesse pubblico, quali la corruzione, data l’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari in Italia, sottolineata a più riprese dal Consiglio d’Europa", ha osservato La Rue.   


Frattini: "Sono sconcertato" "Sono fortemente sconcertato e sorpreso per la posizione del rappresentante dell’Onu sul ddl intercettazioni". Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, spiegando che in "tutti i paesi democratici il parlamento è sovrano e decide. Io credo che si dovrebbero leggere le proposte legislative prima di fare interventi del genere" ha osservato il ministro degli Esteri. In tutti i Paesi liberali e democratici del mondo - ha aggiunto il titolare della Farnesina - non è consentito alla pubblica accusa di divulgare, prima della sentenza definitiva, elementi di indagine che devono restare segreti. Questo - ha spiegato - per la semplice ragione che, in democrazia, si tutelano anche i diritti degli indagati: il processo mediatico è una barbarie, non un principio di diritto". 

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