Maxi-piano fino a 750 miliardi per stabilizzare l’Eurozona: UNA PORCATA

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

Da: CONTROINFORMAZIONE

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Fonte www.ilsole24ore.com

Maxi piano del’Unione Europea per salvare l’euro. Un pacchetto di misure per garantire la stabilità finanziaria in Europa è stato varato dall’Ecofin al termine di una lunga maratona di 10 ore terminata a tarda notte e mette in moto un meccanismo di assistenza finanziaria per aiutare i paesi della zona euro in difficoltà a pagare il debito pubblico o attaccati sui mercati dagli speculatori: il maxi-piano prevede prestiti bilaterali dagli Stati dell’eurozona per 440 miliardi, 60 di fondi del bilancio Ue e fino a 250 miliardi di contributi «sostanziali» del Fmi (pari a un terzo del totale). È inoltre previsto l’intervento della Banca centrale europea, che potrà agire sul mercato secondario dei titoli di stato acquistando obbligazioni pubbliche. 

 

INFO

La super riunione dei ministri economico/finanziari dell’Unione, caratterizzata anche dalla svenirella del rappresentante tedesco Schäuble,  ha varato la creazione di un enorme bancomat per Stati europei in crisi di liquidità, ed un nuovo pericoloso ruolo della Banca Centrale Europea, chiamata ad intervenire direttamente sui mercati in funzione di “cavaliere bianco”, qualora i titoli pubblici di uno Stato a rischio fossero sotto attacco speculativo.

Per non farsi mancare nulla poi, ecco che l’Ecofin fa entrare il Fondo Monetario Internazionale quale grande partner strategico, nel quadro degli interventi per la chiusura delle falle, presenti e future, nella zona euro.

Ecco svelato il ruolo del venditore di tappeti americano in tutta la vicenda; fare da volano politico per il FMI. Obama, o più probabilmente i suoi mentori economici, dimostra un livello d’ipocrisia senza freni. Gli attacchi finanziari della scorsa settimana sono partiti proprio dalle sottane della Statua della Libertà. Ed ora il Presidente americano manda il FMI in aiuto all’Europa con “contributi sostanziali”. In poche parole stiamo facendo entrare una istituzione extraeuropea, che non brilla più come una volta, nel cuore dei nostri problemi, e con una voce in capitolo che certo non mancheremo di sentire.

La quinta colonna statunitense nell’Unione Europea dunque si rafforza. Con Londra che proseguirà a fare il bello ed il cattivo tempo in ambito politico, ed il FMI presto in quello economico.

Non casualmente infatti proprio la Gran Bretagna resterà fuori da questo ipertrofico intervento anti-crisi. Il cancelliere dello Scacchiere Darling ha affermato in modo chiaro che il Regno Unito non sarebbe venuto in soccorso di Paesi dell’euro in difficoltà. Forse perché la furba Albione, già in affanno per conto suo, non ci tiene ad imbarcare altro debito per questioni per cui non nutre interesse.

Il ruolo dell’Italia poi non è stato certo quello che i media nostrani spacciano trionfalmente in queste ore. Il ministro Tremonti, consapevole del rischio che sta correndo la nostra nazione in tutta questa vicenda, è stato il più fiero sostenitore del progetto messo in campo ieri notte. Non celiamo l’idea che gli altri membri “sani”  (fino ad un certo punto) dell’UE, in particolare Francia e Germania, vogliano scongiurare non tanto dei problemi a breve termine, che vedrebbero coinvolte principalmente Spagna e Portogallo, ma un ben più rischioso affondamento proprio dell’Italia. Che già ha sofferto di pesanti attacchi da parte degli speculatori nei giorni passati.

Oggi, all’apertura dei mercati, l’accordo raggiunto a Bruxelles  dai membri dell’Ecofin sembra esser stato “premiato”, come si dice in gergo, fin dall’apertura delle piazze asiatiche.

Riteniamo però,  e con qualche fondamento, che si tratti di un fuoco di paglia, buono per far fruttare altri utili agli stessi soggetti che, la scorsa settimana, hanno posto sotto attacco proprio la zona euro.

 

Per definire il piano varato ieri notte in sede Ecofin, utilizzeremo un paragone zoologico esternato in passato da un esimio esponente della politica italiana, l’attuale ministro Roberto Calderoli:

“PORCATA”

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