LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Il problema dei limiti alla libertà di espressione. In nome di cosa li si può imporre? Per rispondere a tale fondamentale domanda, chiediamoci: Perché, in generale, si limita la libertà?  L'immagine di una barriera con l'avvertenza "Vietato! pericolo!" mi sembra essere la risposta migliore: la libertà viene limitata per proteggere.


 

In primo luogo viene la protezione della persona, l'integrità del suo corpo, della sua vita, la sua reputazione e, in alcune società ove la religione ha grande importanza, la sua anima. Ne risulta che tutte le leggi reprimono, nel campo dell'espressione, l'invito alla violenza, l'istigazione all'omicidio, l'ingiuria, la diffamazione, la violazione della vita privata (vilipendio) ed anche, in certe società religiose, la bestemmia e l'eresia.


 

A un livello più generale segue la protezione della società in quanto garante del bene comune, pertanto della pace civile e della vita dei cittadini. Così si giustificano le leggi contro la sovversione, sia diretta (appelli a ribellarsi...) sia indiretta (promozione di idee contrarie all'ideologia regnante).


 

Naturalmente queste leggi limitative che riflettono la cultura di un popolo possono variare secondo il tempo e il luogo. Si pone, d'altra parte, il problema dell'eccesso di potere. Tuttavia, l'abuso non mette mai in causa il principio.

 

Ecco perché non condanno, in se stessa, l'esistenza di leggi che restringono la libertà, compresa quella di esprimersi. Ma si devono, imperativamente, evitare gli eccessi, cominciando a denunciarli quando avvengono.

 


Vincent Reynouard

Prigione di Valenciennes (Francia),

21 agosto 2010

( il seguito su le pagine del blog)

 

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