Le ceneri del vulcano

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

da: byebyeunclesam

 

Mentre, a partire dalla serata di mercoledì 14 aprile, il traffico aereo civile viene progressivamente interrotto sulla parte europea della zona NATO, una sessantina di aerei dell’Alleanza partecipa ad una vasta operazione di test di nuove armi tattiche collegate allo scudo antimissili . La Germania, gli Stati Uniti, la Francia, l’Italia, la Polonia, il Regno Unito, la Repubblica Ceca e la Turchia sono i principali Stati coinvolti nell’esercitazione che continuerà fino a giovedì 22 aprile, precisa l’US Air Force.


Secondo l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (OIAC), le ceneri vulcaniche dell’Eyjafjöll possono deteriorare gravemente i reattori degli aerei e strisciare gli abitacoli.


Tuttavia, l’OIAC si fonda sui dati trasmessi dal Volcanic Ash Advisory Centre (VACC), un organo del Met Office britannico. Contrariamente ai suoi omologhi come Météo France, il Met Office non dipende dal ministero dei Trasporti (oggi assorbito nel ministero dell’Ecologia, dell’Energia, dello Sviluppo durevole e del Mare), ma dal ministero della Difesa.
Il VACC formula le sue raccomandazioni principalmente sui dati forniti dai satelliti militari britannici.


Il segretario generale dell’Alleanza, Anders Fogh Rasmussen, ha dichiarato: «Posso assicurarvi che il vulcano islandese non ha alcun effetto sulle nostre operazioni, né sulla difesa territoriale degli Stati alleati». Eppure, i costruttori sottolineano che i reattori degli aerei da caccia nelle normative NATO sono più potenti, ma più fragili di quelli degli aerei civili e non sono certificati contro le ceneri vulcaniche.


In ogni caso, gli aerei sanitari delle forze USA in Afghanistan ed in Iraq che abitualmente fanno un ponte aereo verso il loro ospedale militare di Stoccarda (Germania) sono stati dirottati verso il Maryland (Stati Uniti).


Secondo Arkady Tishkov, direttore del dipartimento geografico dell’Accademia delle Scienze russa e secondo il comandante Oleg Smirnov, direttore della Fondazione dell’aviazione civile russa, le misure prese nella zona NATO sono inappropriate e sovradimensionate. Il presidente Medvedev, che non dà alcun peso alla messa in guardia del Met Office, è stato il solo capo di Stato a recarsi in aereo, il 18 aprile, al funerale del presidente polacco, Lech Kaczynski.


La Russia e la Bielorussia non hanno chiuso nessuno dei loro aeroporti benché, secondo il Met Office, tutto il territorio bielorusso e la metà del territorio russo fossero coperti dalla nuvola di ceneri.

Le misure prese dopo l’eruzione del piccolo vulcano islandese sono senza precedenti nella storia dell’aviazione civile. Più di 300 aeroporti sono stati chiusi, più di 60.000 voli cancellati a danno di oltre 6 milioni di passeggeri.

Tali perturbazioni sono pregiudizievoli per tutte le compagnie aeree. Se le compagnie USA ha avuto danni per circa 40 milioni di dollari, sono soprattutto quelle dell’Europa occidentale ad essere colpite, per oltre un miliardo di dollari. Parecchie potrebbero andare in fallimento, lasciando le loro quote di mercato alle loro rivali statunitensi.


Alcune compagnie hanno accusato il commissario europeo Siim Kallas di aver tardato a riunire il consiglio dei ministri dei Trasporti dell’Unione Europea per esaminare la pertinenza delle misure prese. Ex Primo ministro estone (libertario), Kallas è l’artefice dell’entrata del suo Paese nella NATO.

Solo lunedì 19 il Consiglio ha esaminato le contraddizioni tra gli avvisi del Met Office ed i test delle compagnie aeree. Allora è stata decisa una progressiva riapertura del traffico.

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