La voce dell'Egitto: testimonianze dirette da Tahir, le speranze dei manifestanti

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: Yahoo Italia

Sono stati centinaia di migliaia, fino al numero record di due milioni nelle giornate più calde della protesta, gli egiziani scesi in piazza per chiedere l'allontanamento del presidente Hosni Mubarak. Scandendo slogan come "Cibo, dignità e libertà" molti egiziani hanno deciso di non lasciare le strade prima che il regime sia caduto. Dopo diversi giorni durante i quali si sono registrati morti, violenze e sciacallaggio, la crisi non si è ancora risolta e continuano gli scontri.

Tamim Khalifa, 20 anni, single. Studente universitario, non ha affiliazione politica.

"Sono stata a Tahir Square (il cuore della protesta, ndr) in tre diverse occasioni dall'inizio delle proteste. Siamo qui per dare voce alla verità e per cambiare il regime perché il regime non può cambiare pelle finché non sarà cambniate il suo nucleo centrale, e questo nucleo è il presidente Mubarak""Questa non è una rivoluzione di poveri e affamati, è una rivoluzione per tutti gli egiziani, sia per i poveri che per i ricchi. È incredibile vedere che qui nessuno ha paura"" Voglio che il presidente se ne vada, che a governare il Paese sia una coalizione pronta a monitorare i cambiamenti alla Costituzione. Poi a settembre si potranno tenere delle elezioni trasparenti. Le dichiarazioni fatte dal Governo martedì sono contraddittorie e mancano di sincerità. Non mi aspetto che il presidente Mubarak se ne vada ma continuerò a protestare".

Belal Ouf, 22 anni, frequenta il college. Simpatizzante dei Fratelli musulmani

"Sono stato a Tahir Square più o meno ogni giorno dal 25 gennaio. Mi sono sentito obbligato a esercitare la mia libertà d’espressione: in occidente è un diritto ma nell’Islam è una responsabilità. Devo contribuire a riformare questo Paese"."Quando siamo stati attaccati in piazza io ero in prima linea insieme ad altre persone. Non conoscevo la persona accanto a a me ma lui si è rpeso una pallottola nello stomaco e non l’abbiamo potuto salvare. Ho pianto molto per lui, ma soprattutto ho pianto perché era stato ucciso un mio compatriota"."Voglio vedere il rpesidente Mubarak rimosso dal suo incarico e il Parlamento dissolto. Voglio vedere l’istaurazione di un governo di transizione che rappresenti le persone. È questione di tempo prima che il rpesidente abdichi, ma non succederà mai più niente di brutto a questo paese".

Mosaab El Shami, 20 anni, single.Studente di farmacia e fotografo, non ha affiliazione politica.

"Sono stato a con costanza a Tahir Square fin dal 25 gennaio e ci ho passato diverse notti. Non avevo mai preso parte ad alcuna protesta fino ad ora ma ho sentito che questa era un'opportunità perché le richieste dei manifestanti sono per tutti gli egiziani"."Gli appelli alla protesta su internet mi hanno fatto capire che sarebbe stata una cosa grossa, così ho deciso di farne parte anche io. A convincermi è stata la consapevolezza che ad organizzare tutto siano stati i giovani e non i partiti politici". "Uno studente delle superiori, un ragazzino, stava piangendo e gridava, in modo quasi isterico, che suo fratello era stato ucciso per aver gridato di fronte al Ministro degli Interni 'Non c'è altro Dio all'infuori di Allah' . Un'altra persona girava per la piazza invitando tutti i manifestanti al suo matrimonio che si sarebbe tenuto non appena Mubarak se ne sarebbe andato. Spero che entro la fine dell'anno avremo eletto un nuovo governo, che i diritti universali siano applicati e che avremo messo fine alla corruzione che ha preso il sopravvento in questo paese. Non mi aspetto di vedere avverati tutti i miei sogni ele mie speranze. Ci saranno alcuni cambiamenti in meglio ma sarà un processo lungo e pieno di ostacoli".

Nadia El Awadi, 42 anni, madre di quattro bambini. Giornalista, non ha affiliazione politica.

"Sono scesa in piazza per documentare e testimoniare quessti momenti storici. E' dal 25 gennaio che sono a Tahir Sqaure e ho passato quattro notti con gli altri manifestanti. Persone con diversi background e appartenenti a diverse fazioni si stanno supportando e incoraggiando a vicenda, stanno agendo come una sola persona: non era mai successo prima in Egitto. L'atmosfera a Tahir Square è un'atmosfera di amore. Per la prima volta gli egiziani sentono che questo è il loro Paese. Quello che sta accadendo ora ain Egitto è quello che stavamo aspettando"."Spero che il regime lasci, perché non mi fido delle promesse e non credo che sarà in grado di portare il Pese verso una maggiore democrazia. Questo regime potrà aver fatto cose buone in passato, ma queste non cancellano tutto il male e la degenrazione dgli ultimi anni". "Penso che il passaggio alla democrazia richiederà più di un anno ma spero che quello che è successo sia un inizio. Mi sento come se fossi in piedi sul Muro di Berlino, con la democrazia da una parte e la dittatura dall'altra, e spero che il muro cada consentendoci di ricostruire l'Egitto." " MI aspetto che nel giro di un anno avremo ottenuto almeno una parte di quello che chiediamo, ma ho ancora paura che potrebbe non succedere."

Mohammend Abdel Aziz, 33 anni, sposato. Manager, non ha affiliazione politica

"Sono stato a Tahir Square una sola volta, martedì DATA, per supportare i manifestanti e dare voce alla mia insoddisfazione rispetto a quanto sta facendo il regime, specialmente dopo il 25 gennaio. Sono molto impressionato nel vedere quanto organizzato e civile sia questo gruppo di giovani e quanto pacifiche siano le loro manifestazioni. Spero che questo movimento giovanile del 25 gennaio ora possa essere orgolgioso di quanto ha raggiunto fino ad ora. Devono riorganizzarsi e scegliere un leader tra loro per dare il via a un dialogo con il nuovo governo, dando un seguito organizzato alla protesta"." Sono davvero convinto che il nuovo governo terrà fede alle promesse" "Nei prosismi mesi l'arena politica sarà testimone di scontri di potere tra i diversi fronti, in particolar modo se il Parlamento sarà sciolto".

Tamer El Demerdash, 36 anni, sposato. Ingegnere, non ha affiliazione politica

"L'atmosfera a Tahir Square è magnifica. Ci sono stato negli ultimi quatro giorni. I manifestanti stanno mantenendo il luogo in ordine, condividono il cibo e i dottori forniscono assistenza medica sul campo. Purtroppo ci sono dei teppisti: giovedì stavano impedendo ai sostenitori dei manifestanti di portare cibo e medicine in piazza. Li gettavano nel Nilo, ma abbiamo trovato un percorso alternativo per far arrivare i rifornimenti.

"Il presidente sta giocando con le nostre emozioni… e la situazione egiziana come laraccontano in tv è piena di bugie. Stanno usando la carta dei Fratelli Musulmani per scatenare la paura in noi, ma vi dico che nonostante loro (i manifestanti, ndr) stiano con noi, non ci stanno imponendo le loro ideee. E anche se ci provassero, non glielo consentiremmo.""Spero che il presidente Mubarak se ne vada e rimetta i poteri al vice presidente Omar Suleiman. Quando il regime cadrà, dovremo riunirci e dare un senso alle cose con l'aiuto del Comitato degli Anziani".

Anghan Abdel-nasser, 19 anni. Studente, non ha affiliazione politica

"Non ho una fede politica ma volevo essere a Tahir Square per prendere parte alle manifestazioni. Sfortunatamente la mia famiglia non me l'avrebbe permesso a causa della violenza e degli attacchi ai manifestanti. Voglio dire a tutti quelli che sono in piazza che la miglior cosa che si possa fare ora per raggiungere i nostri obiettivi con le minori perdite posisbili è cercare il dialogo (con il regime, ndr)". "Spero solo che Il presidente Mubarak se ne vada e che i prossimi 7 mesi trascorrano pacificamente".

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