La vera causa e i veri scopi della guerra civile USA

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Tratto dal libro “ I Creatori di Moneta “ di Gertrude M. Coogan edito da AR

I banchieri internazionali non avevano avuto successo nei loro sforzi di istituire una Banca Centrale privata in America. Di conseguenza, non riuscirono a manipolare l’intero sistema monetario  di questo paese. Le molte banche di Stato allora esistenti avevano, nonostante il loro potere di creare moneta, la caratteristica rassicurante di essere praticamente tutte unità indipendenti. Perciò, nessuna cerchia ristretta poteva riunirsi a decidere le politiche finanziarie dell’intera Nazione. 

La guerra civile americana fu pianificata a Londra nel 1857. Alcuni banchieri strinsero un accordo secondo il quale la filiale parigina  di un gruppo avrebbe sostenuto e finanziato il Sud, e la filiale britannica dello stesso gruppo avrebbe svolto un ruolo analogo per il Nord.

Mediante una abile propaganda essi sollevarono il “ problema della schiavitù”. Il vero problema era quello di dividere gli Stati Uniti contro sé stessi e indebolire a tal punto la Repubblica da poterla infine suddividere tra gli internazionalisti a scopi di sfruttamento.

Pochi americani sanno che l’Unione americana evitò di essere distrutta al tempo della Guerra Civile, solo grazie all’assistenza fornita a Abraham Lincoln dallo zar Alessandro II di Russia. Lo zar di Russia conosceva già da molti anni i metodi degli internazionalisti. Alessandro II comprendeva il complotto ordito dietro la Guerra Civile. Egli venne in aiuto di Lincoln.

Gli internazionalisti di Londra e  di Parigi avevano provocato l’invio di truppe dai paesi europei in Messico. Si stavano preparando a marciare verso gli Stati Uniti in soccorso del Sud quando lo zar di Russia avvertì le cinque principali potenze che se una di loro avesse osato inviare un solo soldato sul suolo americano, avrebbe dovuto considerarsi immediatamente in guerra con la Russia. L’8 settembre 1863 la squadra russa dell’ammiraglio L.Leskowsky giunse a S. Francisco e l’11 settembre la prima nave da guerra  della squadra russa dell’Atlantico, al comando dell’ammiraglio A.A. Popov, raggiunse il porto di New York. Entrambi gli ammiragli avevano ricevuto ordini dallo zar: “ siate pronti a combattere contro qualsiasi potenza e a ricevere ordini da Abraham Lincoln”.

Spiace constatare che pochissimi americani abbiano avuto l’opportunità di apprendere, mediante le loro ricerche, la vera storia degli Stati Uniti, in particolare ciò che Abraham Lincoln dovette fronteggiare nella sua lotta per preservare l’Unione americana. I veterani della Guerra Civile erano a conoscenza del ruolo svolto dalla Russia nell’aiutare Lincoln ma, abbastanza stranamente, i testi scolastici hanno nascosto la verità. La storia della Guerra Civile è anche strettamente connessa con il triste destino di Massimiliano d’Asburgo, in Messico.

Gli sforzi del presidente Abraham Lincoln per far applicare leggi a favore di un sistema monetario onesto.

Nel luglio del 1862, come reazione agli sforzi onesti e coraggiosi di Abraham Lincoln, un agente dei banchieri londinesi redasse la tristemente nota circolare Hazard; essa venne diffusa capillarmente tra i prestatori di denaro professionisti dell’America, senza dimenticare ovviamente i senatori e i deputati degli Stati Uniti. Quella circolare deleteria era a favore dell’abolizione del possesso di schiavi come beni personali in America, ma solo per aprire la strada a una forma più sottile di schiavitù. Citiamo le parole esatte di quella circolare: “ La schiavitù sarà probabilmente abolita mediante la guerra e il possesso di schiavi come beni personali sarà eliminato. Io e i miei amici europei siamo favorevoli a ciò, dato che la schiavitù è la proprietà della forza lavoro e comporta il prendersi cura dei lavoratori, mentre il piano europeo, sostenuto principalmente dall’Inghilterra, prevede che il capitale (prestatori di denaro ) controlli i lavoratori mediante il controllo dei salari ( distruggendo il potere d’acquisto e rendendo i lavoratori vittime della disoccupazione)”.

Lo stesso documento dichiara più avanti:

“ A ciò si può giungere con il controllo della moneta. Il grande debito ( nazionale ) che i capitalisti ( i prestatori di denaro) provocheranno mediante la guerra, dovrà essere usato come mezzo per controllare il volume di moneta. A tal fine, i titoli ( i debiti creati nella conduzione della guerra ) debbono essere usati come base bancaria. Siamo in attesa che il Ministro del tesoro proponga questa raccomandazione al Congresso”.

Spetto a Mr. Jay Cooke, il grande finanziere della guerra, agente fiscale del Governo e portavoce generale dei beneficiari del debito, di assumersi il compito piuttosto difficile di ribadire le falsità di Hamilton per ingannare di nuovo il popolo riguardo alle “ benedizioni del debito pubblico”. Mr. Cooke disse:

“ Affermiamo che il nostro debito nazionale, reso stabile e ben amministrato, costituirà una benedizione nazionale.Il debito consolidato degli Stati Uniti è un’aggiunta di tre miliardi di dolloari alla ricchezza della Nazione accumulata in precedenza.Sono tre miliardi di dollari che si aggiungono al capitale effettivo disponibile. Pagare questo debito significherebbe annullare questo capitale e perdere questa ricchezza”.

Si rifletta sull’inganno e sulla sfrontatezza di Mr. Cooke. La ricchezza è qualcosa di reale: mezzi, abitazioni,fattorie,ect. Egli tentò di far credere al popolo americano, e alcuni effettivamente gli cedettero, che i debiti dei contribuenti ( titoli di stato ) fossero una ricchezza. Essi non lo sono. Mr. Cooke ricevette 25.000 dollari l’anno per ripetere questa menzogna e farla credere. Ma Jay Cooke non era quel saggio che poteva apparire dalle sue elucubrazioni. La sua compagnia fallì nel 1873, senza ricevcere alcun soccorso da coloro che lo assoldarono per ingannare il pubblico.

La legge sulle banche “ nazionali” entrò in vigore il 25 febbraio 1863. Allora, come adesso, fu considerata una legge scandalosa. La legge fu falsamente definita “ nazionale”per ingannare il popolo. Era nazionale solo nel senso che permetteva un uso disonesto del potere di emettere la moneta della Nazione. Essa dava alle banche nazionali il potere di emettere la moneta nazionale. Le banche nazionali, in base a quella legge, avevano, come hanno tutt’ora, il potere di emettere valuta ( cartamoneta) depositando semplicemente presso il Tesoro degli Stati Uniti alcune emissioni di titoli di stato e ottenendo in cambio cartamoneta. 

Di conseguenza,le banche nazionali di proprietà privata percepiscono interessi sui titoli depositati presso il tesoro ma non pagano alcun interesse sulla moneta che viene loro consegnata. Esse mantengono presso il Tesoro solo una riserva di un 5% di certificati aurei per coprire tutto il contante eventualmente consegnato al Tesoro per essere riscattato. Si rifletta attentamente su queste disposizioni fallaci! I titoli di stato sono promesse di pagamento dei contribuenti, garantite da una solida ipoteca su tutte le proprietà reali all’interno della Nazione e sul reddito nazionale, poiché il Congresso ha il potere tributario. Queste promesse di pagamento dei contribuenti, fruttifere e totalmente garantite, sono create dal Governo e vengono scambiate con le promesse di pagamento non garantite dalle banche di proprietà privata.

Queste promesse di pagamento non garantite di privati sono prese a prestito dal Governo degli Stati Uniti. Queste promesse di pagamento di privati vengono chiamate moneta. Ci si interroghi su un sistema bancario che consente di scambiare le promesse di pagamento dei contribuenti con quelle dei privati.

All’epoca in cui la legge sul sistema bancario “ nazionale” venne approvata, il presidente Abraham Lincoln stava convincendo onestamente il popolo che la cartamoneta non convertibile creata per autorità del Governo degli Stati Uniti era l’unico tipo di valuta che si sarebbe dovuto consentire.

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Ineccepibile. Però non comprendo perché mai un acerrimo nemico dell'internazionale bancaria, come Alessandro II, dovesse aiutare Abramo Lincoln elemento di punta dei padroni del vapore. Una
vittoria del sud avrebbe comportato la creazione di due Stati, il sud non avrebbe mai consentito ad eserciti stranieri di invadere le sue terre e, non ultimo, un sud tradizionalista ed agricolo
avrebbe bilanciato l'invadenza imprenditoriale e sfruttatrice del nord (come è purtroppo accaduto).


vedasi: Il bianco sole dei vinti, di Dominique Verner e, in primis, "Storia della guerra civile americana" di Raimondo Luraghi nonché (dello stesso autore) "Marinai del sud".


        



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