La strage di Bologna: Nunziata vs Priore

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: fascinazione.blogspot

Di: Ugo Maria Tassinari

 

Claudio Nunziata è un magistrato in pensione. Da pm a Bologna ha seguito le prime fasi delle indagini delle stragi "ferroviarie" (Italicus, stazione, rapido 904) e sul tema ha scritto molto. Ha colto l'occasione del trentennale della morte del giudice Amato per polemizzare con le posizioni aperturiste del suo collega Rosario Priore, che nel bel libro intervista con Giovanni Fasanella  ragiona sulla terribile estate di trent'anni fa, provando a riannodare i fili di una complessa trama internazionale che dalla rotta Bologna-Ustica si allarga a Ortona sul mare, la Palestina, la Germania delle cellule rivoluzionarie, la Libia, la Francia, il Libano. A partire dal semplice assunto che in uno scenario di forze così articolato come il Mediterraneo è impensabile affrontare la questione del terrorismo su scala locale e non cercare di risalire al piano delle interazioni.

 
Per Nunziata le cose sono semplici, anche contro le evidenze processuali e storiche: Amato aveva ragione, c'era la cupola dell'eversione nera, il ruolo della P2, Fioravanti killer mafioso, l'impianto accusatorio della strage di Bologna regge nonostante gli esiti monchi dei procedimenti giudiziari. Peccato che per arrivare a queste conclusioni debba fare perno su una figura discutibile e controversa come Ciancimino jr., liquidando in termini irrisori il contributo del padre di tutti i pentiti, don Masino Buscetta e non tenendo conto dell'
opera di Giovanni Falcone che proprio sul delitto Mattarella chiese e ottenne la condanna per calunnia di Angelo Izzo, sbugiardando per la prima volta come falso pentito, nel suo ultimo atto come procuratore aggiunto, quel pluriomicida paranoico e infame.

 

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