La cordata liberista pronta al golpe

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: RINASCITA

 

Toh avevamo un asso in casa ma nessuno finora se n’era mai accorto. Stiamo parlando di Rutelli, ex radicale ed ex mangiapreti, ora papista a tutto tondo. Il genio della politica, acqua di rose, dice che è tempo di bypassare questo bipolarismo che da 17 anni ha reso il Paese bloccato e immobile. Ma davvero? Che l’Italia sia in difficoltà lo sanno anche i sassi ma che per uscire dal tunnel occorra affidarsi a geni come Rutelli e Casini allora è meglio restare fermi, aspettando un altro giro.
Ma chi è Rutelli? Che cosa ha mai fatto per essere considerato una persona superiore alla media? Quale società auspica e con chi? Per lui, come per i centristi, per i finiani e per i dalemiani esiste solo la via del libero mercato, delle privatizzazioni e della schiavitù regolata dai permessi di soggiorno. La verità è che questi geni della lampada hanno una paura fottuta di andare al voto e quindi si aggrappano all’unica chance possibile, quella del governo tecnico. “Se, dunque, il governo Berlusconi perdesse la propria maggioranza parlamentare”, così si legge sul Ffwebmagazin dove Rutelli ha affidato i suoi concetti profondi “si dovrà tentare la strada di un nuovo governo politico in grado di guidare con autorevolezza e consenso parlamentare questa fase molto impegnativa”. Che sudata, che fatica. E tutto per esprimere una soluzione alternativa al governo Berlusconi contravvenendo al voto degli italiani. Ma chi è Montezemolo? Ma chi è Rutelli? Ma chi è Casini? Ma chi è D’Alema? Ma chi è Fini? Facciamo questi nomi perché sono quelli che secondo la vulgata dovrebbero dar vita ad un governo di transizione per fare le riforme e portare il Paese fuori dalle secche. Così invece di guardare agli interessi dell’Italia stringendo rapporti economici e scambi commerciali con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e con la Russia di Putin si fanno quelli degli anglo-americani che da tempo strozzano la nostra economia e il nostro futuro. Il fatto che questa strategia golpista trovi accoglienza nel sito dei finiani
conferisce credito all’ipotesi di un governo tecnico senza Berlusconi e senza un consenso elettorale. Questa accozzaglia di liberisti ricalca in qualche modo quanto sta accadendo in Sicilia con il Lombardo quater che ha stravolto il voto popolare, dando vita ad una giunta senza i vincitori del Pdl. E questo francamente è inaccettabile. Cosa si vota a fare se poi si dà vita ad una maggioranza diversa rispetto a quanto deciso dagli elettori?

Sul periodico online di Farefuturo, fondazione che fa capo a Fini, l’ex radicale spiega che il nuovo polo dovrà avere un ruolo predominante nella costruzione di questa stagione di cambiamenti profondi con una proposta di governo credibile, forte e innovativa. Poi svela i segreti della sua grande idea: superare il concetto di destra e di sinistra per dirigere le grandi sfide di questo secolo. “Perché è la contrapposizione bipolare destra/sinistra che non regge, che non può reggere di fronte ai cambiamenti profondi   della società. E, dunque, sia a destra, sia a sinistra si sono dispersi, inevitabilmente, i riferimenti più nobili delle tradizioni del XX secolo (tra tutti, pensiamo solo al riformismo  socialista); si fanno strada forze più caratterizzate, per quanto minoritarie, con caratteri populisti e xenofobi a destra, di denuncia e antagonismo a sinistra”. E così vivremo in uno pseudo mondo fiabesco dove non ci saranno più divisioni di classe, di colore della pelle e d’identità. Dove non ci saranno più malattie e abbandoni dei propri figli e dove non ci sarà più guerra, povertà, sfruttamento e interessi privati. Solo che l’Italia che vogliono i vari rutellini, casinini, dalemiani, veltronini, montezemolini e draghino non è quella che decide liberamente in politica interna come in quella estera ma quella che si genuflette ai poteri finanziari, alle lobby economiche, agli interessi delle multinazionali e ai grandi speculatori che stanno a Wall Street e alla City. Ma di quale dignità e qualità del lavoro parla Rutelli? Dove ti giri si vede solo  sfruttamento e degrado.


Se dobbiamo guardarci dai sogni di Berlusconi ancor di più dobbiamo diffidare di quelli che ci propugnano i discepoli del libero mercato. La ricchezza economica deve essere sparsa su tutto il territorio e non restare nelle mani di piccole corti di privilegiati.  

 

   fini casini rutelli montezemolo  
 

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