La catastrofe annunciata

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Stiamo assistendo megli ultimi mesi, e soprattutto nelle ultime settimane alle dichiarazioni delle imminente catastrofe finanziaria. Basta salire su un bus per sentire massaie e pensionati discuttere della caduta delle Borse, quando le uniche borse a loro note sono quelle della spesa. Così come un'anno fa si parlava della nuova influenza per cui bisognava correre a vacinarsi, oggi tutti parlano di catastrofe imminente. Vedrete che tra poco in televisione qualche tuttologo la associerà al 12/12/2012.

Occorre fare una prima riflessione: Chi comanda la comunicazione a livello globale e può sparare le notizie create dalle agenzie di Rating. Ma qualcuno si è chiesto cosa sono e chi vi è dietro?

Si può far risalire l'origine del rating con il documento "History of Railroads and Canals in the United States" (Storia finanziaria delle ferrovie e dei canali degli Stati Uniti), pubblicato da Henry Varnum Poor. Durante la sua vita Poor si batté affinché le aziende fossero obbligate a rendere pubblici I loro bilanci al pubblico e a possibili investitori. Colse questo appello il figlio Henry William, che insieme a Luther Lee Blake, un analista finanziario, crearono indici finanziari chiari e trasparenti, fino alla fondazione dell'agenzia di rating Standard & Poor's.

Una storia simile riguarda un giornalista economico, John Moody, interessato alla trasparenza finanziaria delle aziende, causa secondo lui di un mini-crash finanziario del 1909. Già nel 1900 pubblicò il Manual of industrial securities e successivamente nel 1909 fondò Moody's.

Oggi, Standard & Poor's e Moody's sono le due maggiori agenzie di rating al mondo.

Le agenzie di rating sono state criticate dagli analisti finanziari per la non piena affidabilità delle loro analisi di rating in quanto società private non esenti da conflitti di interessi col resto del mercato. Viene spesso citata a riguardo l'analisi di rating positiva fornita nei confronti dell'istituto di credito Lehman Brothers appena una settimana prima del suo fallimento all'interno della crisi finanziaria americana dei mutui subprime del 2008. D'altro canto altri analisti fanno notare che eventuali agenzie di rating governative sarebbero ancor più inaffidabili in quanto dirette interessate a non essere pienamente trasparenti e obiettive.

 Il sistema delle analisi rende sconvenienti accertamenti delle informazioni che costano tempo e denaro e rischiano di ripetere informazioni già dette senza produrre nulla di nuovo. L'autore dello studio può avere interesse a modificare le conclusioni dello studio in modo da rendere il prodotto una potenziale fonte di profitto, più interessante e vendibile. La società emittente il titolo ha invece interesse ad uno studio che nuovamente confermi solvibilità e rating del titolo, stabilizzandone il prezzo. Uno studio del genere rafforza l'immagine (brand) dell'emittente che è disposto a finanziare questa pubblicità. Se ha un forte potere contrattuale, può chiedere all'agenzia di ritoccare in meglio il rating del titolo.

Studi di settore e valutazioni sul rating dei titoli sono pubblicati dagli analisti di borsa. Per essere un analista non occorre né l'iscrizione ad un albo professionale né una particolare laurea. Potenzialmente il numero di analisti è elevato come il pluralismo della stampa economica.

Davanti al declassamento di un titolo la comunità finanziaria raramente non reagisce con un deprezzamento, privilegiando le decisioni degli analisti rispetto alle ragioni portate dall'emittente. In questo senso, si è parlato di "dittatura degli analisti", per il potere di condizionare laBorsa, riconosciuto loro dal mercato che in parte non tiene conto dei conflitti d'interesse talora esistenti, in altra parte è relativamente interessato ad un rating veritiero e ad un giusto prezzo dei titoli. Un declassamento o una sovrastima del rating aprono (a chi ha le giuste informazioni) occasioni di guadagno speculativo.

Scusandomi per questa lunga spiegazione, sorge una domanda: Per chi lavorano questi signori capaci oggi di distruggere l'economia di una Nazione e di un Popolo?

Non lavorano forse per gli stessi che tale crisi l'hanno creata? Ed allora qualcosa non quadra! Perché i criminali  finanziari tipo Rothschild Group e Goldman Sachs dovrebbero essere messi in crisi dai loro vasalli?

La risposta viene dalle recenti dichiarazioni di Monti e Draghi e dai responsabili economici americani, uscendo allo scoperto hanno finalmente gettato la maschera proponento la falsa soluzione ad una falsa crisi: BASTA CON GOVERNI DEMOCRATICI CORROTTI ED INCAPACI. SOSTITUIAMOLI CON NOSTRI TECNICI ...ad esempio lo stesso Dragi o Montezemolo.

Questa sarà la loro rivoluzione gattopardiana, il loro golpe di stato indollore appoggiato dalle masse di destra e sinistra, perché finalmente tornerà l'ordine, il loro benessere da individui del ventre sarà assicurato, magari i treni saranno puliti ed in orario, e i loro soldi al sicuro, magari in un migrochip inserito sottopelle come per i cani.

Così sarà più facile controllare la sicurezza dei cittadini ...e controllare anche questi 24 ore su 24.

 

Quello che stupisce è come uomini della cosiddetta area alternativa sprechino il tempo a parlare di imminente insorgenza, di rivoluzione, di un Popolo italiano che finalmente risorgerà perché ridotto alla fame. Forse non hanno visto i centinaia di migliaia di loro connazionali in vacanza in Costa Azzurra quest'estate o i milioni spesi per le vacanze. Non si rendono conto d'essere caduti nel grande inganno ordito dei "Frattelli Maggiori"?

E poi se per un miracolo o il contributo di alieni come profetizza qualcuno ci fosse dato il Potere...vi siete mai chiesti con quali nostri quadri dirigenti non "inquinati" si potrebbe governare?

Al fine il problema resta, e i 15 anni di berlusconismo lo hanno evidenziato: non esiste una classe dirigente capace di analizzare e poi cogliere l'occasione, che non sia il piccolo cabottaggio politico e l'interesse personale. I rivoluzionari sono altri!

Franco Torriglia 26 Settembre 2011

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