LA CANTONATA DI PAOLO FLORES D'ARCAIS SULLA MAGISTRATURA BELGA

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

 

DA ANDREA CARANCINI

La vicenda dei vescovi belgi segregati per nove ore e perquisiti dalla polizia di quel paese ha suscitato gli entusiasmi del noto neo-giacobino Paolo Flores D’Arcais: secondo lui le dette perquisizioni costituiscono un preclaro esempio di “laicità positiva”. Il sottotitolo del suo articolo recita: “Le perquisizioniin Belgio insegnanola legge èuguale per tutti”. Nell’articolo l’autore arriva a tacciare di “aggressione” alla Procura di Bruxelles le proteste del Cardinal Bertone - e dello stesso Benedetto XVI - per l’inusitata durezza mostrata nell’occasione dalla magistratura e dalla gendarmeria. Flores ha quindi concluso il suo peana in onore delle autorità belghe arrivando ad auspicare “”più Belgio” in ogni paese d’Europa”.

Della nota “vestale della legalità” Flores D’Arcais mi sono già occupato, sia pure 
en passant, a suo tempo. Premetto che, nonostante la diversità di vedute, ho una certa stima del personaggio in questione e ne apprezzo la mancanza di peli sulla lingua, caratteristica che gli ha notoriamente precluso la carriera politica. In questo caso però non posso passare sotto silenzio una presa di posizione che, pur partendo da un dato oggettivo innegabile (lo scandalo dei preti pedofili), è gravemente mistificante nel suo elogio – esso sì spericolato - della magistratura e della polizia belghe.

Flores D’Arcais, infatti, non può non sapere che le autorità da lui tanto lodate sono le stesse che negli anni scorsi hanno insabbiato loscandalo Dutroux, quello del pedofilo – e serial killer – di Marcinelle. Come ha scritto anche un sito non certo sospetto di complottismo, “Troppi errori, troppe sviste, troppe contraddizioni. Anche di fronte all’evidenza dei fatti, e considerata la gravità dei reati e delle giovani vite in gioco, le Forze dell’ordine e la magistratura non hanno voluto vedere…o non hanno potuto vedere…”
.

In effetti, sembra proprio che i magistrati (e i media) non guardino in faccia a nessuno, quando si tratta di pedofilia, solo quando le autorità politiche coinvolte sono quelle del Vaticano: quando a rischiare la reputazione sono i governi del proprio paese ecco che la “laicità positiva” viene sostituita dal segreto di stato, come insegna un’altra grande tragedia dei nostri tempi, quella della strage compiuta nella scuola elementare scozzese di Dunblane dal pedofilo Thomas Hamilton. In questo caso il relativo rapporto di polizia è stato secretato addirittura per 100 anni
.

Qualcuno è arrivato a sostenere che della rete di pedofili legata a Hamilton facevano parte gli stessi Tony Blair
 e Gordon Brown ( http://gnosticliberationfront.com/revealed.htm ). Complottismo? Può darsi, ma di fronte ad una tale opacità istituzionale ogni sospetto è lecito.

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Forse le autorità di polizia belga hanno deciso di non ripetere errori come quelli commessi nel caso Dutroux (quanti altri ne sono stati commessi?). Che niente , mi sembra , hanno a che vedere
con il caso scozzese , gestito da un altro apparato giudiziario. E, mi sembra, l'evento Dutroux nulla ridimensiona della vicenda pedofilia vuoi in Belgio , vuoi nel resto del mondo, e tanto meno
l'elogio dell'operato della giustizia belga non mistifica alcunchè visto che la verità è appunto solo quella degli abusi sessuali. Forse l'uso del verbo mistificare è improprio. Tutti colpevoli ,
tutti innocenti ? Mah !



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