L’uomo a cui nessuno dice: “Ma lei? Chi si crede di essere!?”

Pubblicato il da ipharra.over-blog.it

Da: CONTROINFORMAZIONE

Di:  Druido

 

Accusateci pure di avere per Marchionne una sorta di “chiodo fisso”, lo ammettiamo candidamente, e saremmo ipocriti se non esternassimo una più che umana antipatia per il personaggio, oltre che una fervida opposizione per la sua visione del mondo.

Certo, non è che prendiamo di mira l’ultimo dei poveretti, ma nemmeno ci facciamo illusioni sulla sua unicità; i simili di Marchionne sono ovunque, magari meno sotto i riflettori, ma ci sono. E stanno lentamente smantellando quel che resta di una comunità nazionale mai così smarrita e così in balia degli eventi, e di chi vuol farsi i propri porci comodi personali.

Chi oggi è il “padrone del vapore”, può permettersi il lusso di dire e fare ciò che vuole, ne ha la forza e l’opportunità, mentre i rappresentanti della democrazia balbettano, e le  congreghe sindacali mettono il tariffario delle loro prestazioni, nella casa di tolleranza della politica italiana.

Il Sig. Marchionne fa promesse, poi se le rimangia, poi accusa tutti di non comprenderlo (tatino! Fa quasi tenerezza!), in particolare  se la prende con quei cattivi lavoratori scorretti, che proprio non vogliono collaborare al “suo sogno” di diventare il Caudillo dell’industria automobilistica occidentale.

Pallone gonfiato!

A noi non piacciono questi “capitani coraggiosi” modello Marchionne, queste icone glamour della globalizzazione, della crescita senza freni e senza incertezze. A noi dei loro canoni di produttività, della loro efficienza disumanizzante, non c’interessa nulla, anzi si dovrebbe porre freno ad un gioco al massacro, che ormai è scappato a tutti di mano.

Il “lavoro” ha bisogno di un ruolo che sia in simbiosi con le necessità esistenziali della comunità nazionale, non alla mercé di chi vorrebbe imporre anche all’Italia, e all’Europa, di nuovo quel disumano lavoro da schiavi, che tanto rimpiangono gli esegeti del libero mercato.

Ed ecco che i cantori prezzolati proseguono nell’incensare il nuovo corso, ed auspicare che tutti si adeguino. Spacciando la perdita di dignità del lavoratore, per una sorta di strana applicazione della parola “progresso”.

Un mondo di gente felice d’essere sfruttata, e muta di fronte alle esigenze della competitività.

Certo!

“L’asse Marchionne-Elkann sta modernizzando una delle più antiche aziende italiane”.

Sì, e la sta facendo traslocare dalla sua sede naturale, che meriterebbe un po’ più di rispetto per quello che ha dato a Fiat. Quella tanto bistrattata Italia, che forse dovrebbe cominciare a chiedere conto di tutte queste fortune aziendali che la Fiat ha inanellato in decenni di attività, e che con Marchionne sembrano arrivate ad un punto di svolta.

    metropolist.jpg


 

 

 

 

 

 

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post